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Ecco a cosa servono le simulazioni: impara la gestione del tempo

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Confrontarti con le simulazioni ti insegna ad organizzare il tempo che hai a disposizione e arrivare preparato al giorno del test. 


Oggi voglio riprendere un argomento a cui in realtà ho già accennato, ma mi ci voglio soffermare perché credo sia davvero importante. Si tratta di spiegarti nel dettaglio quanto ti aiuti svolgere simulazioni del test.

Uno dei fattori di cui questo strumento ti insegna a comprendere l’importanza è proprio il tempo. Avere a disposizione delle valide prove simulate da abbinare allo studio è importantissimo! Il confronto con la realtà del test è qualcosa con cui prendere dimestichezza fin da subito.
Sapevi che uno dei principali ostacoli che i concorrenti al test incontrano il giorno della prova è la mancanza di tempo? È davvero odioso che un nemico invisibile possa metterti i bastoni tra le ruote. Sarebbe frustrante conoscere la risposta corretta ad una serie di quesiti  cui però non hai più possibilità di rispondere, vero?
Puoi ben immaginarlo… ma vediamo come porci davanti a questo nemico piuttosto temibile.

Cosa fare nei 100 minuti a disposizione al test?

Il tempo parte e tu devi iniziare a svolgere la prova. O no?
Ti posso dire che una delle difficoltà che io ho trovato è il dover sbrigare l’aspetto burocratico nei 100 minuti che pensavo fossero interamente dedicati al rispondere ai quesiti.
In effetti non conoscevo questo particolare e mi sono sentito un po’ spiazzato. Vedevo minuti, seppure non troppi, trascorrere nella compilazione della scheda anagrafica e nell’organizzazione dei tanti fogli sparsi sul piccolo banco davanti a me. Ti dico la verità: non è stata proprio una bella sensazione.

Ora che conosci questo aspetto sii preparato a gestire questo tipo di situazione. Compila in fretta l’anagrafica ma ascoltando le istruzioni molto attentamente.
Sempre nei tuoi veloci ticchettii di orologio dovrai compilare un secondo modulo, quello di ateneo, in cui applicare due specifiche etichette… ma non temere, perché ti sarà spiegato tutto più di un miliardo di volte. Puoi comunque trovare le indicazioni di svolgimento nel bando di concorso tipico di ogni ateneo.
Dopo aver perso più o meno cinque minuti, devi “solo” rispondere alle domande.
Arriviamo preparati a questo momento giocando d’anticipo. Simulare è assolutamente il miglior modo per farlo, non solo per capire come approcciarsi alla risoluzione dei quesiti, ma anche e soprattutto per vivere una visione di insieme credibile della prova di ammissione.

Una simulazione del test ti indica di quanto tempo hai bisogno

Durante lo svolgimento della simulazione cerca sempre di dare il massimo e impegnati come si deve. Più o meno come dovresti fare il giorno del test.
Hai tutti i tuoi quesiti davanti e puoi cominciare. Ti chiedo però di concentrarti su un aspetto in particolare: quanto tempo ci metti a risolvere le varie sessioni della prova?
Prova a iniziare proprio dalla sessione di logica e guarda al tempo che è trascorso quando avrai finito di risolvere tutti i quesiti, poi passa alla sessione successiva e così via. Dovresti quindi avere a disposizione alcune statistiche importanti su cui concentrarti.

Ciò che ora devi fare è dividere il tempo impiegato, ad esempio nella sessione di biologia, per il numero di domande della stessa sessione. Fai lo stesso per ogni argomento del test e potrai riuscire a capire, in media, quanto tempo impieghi a risolvere un quesito di logica, uno di biologia, uno di chimica e così via.
Questo è davvero utile perché saprai quale sessione per te è più dispendiosa di tempo!
La simulazione ti mette davanti tutti i tuoi limiti e le due difficoltà: questo è il punto di partenza per conoscersi e migliorarsi. Questa capacità è tipica solo di una simulazione e di nessun altro strumento su cui puoi contare nel percorso di preparazione.

gestione del tempo test di ammissione

Perché fare una simulazione del test è diverso dal risolvere singoli quesiti?

Credo fermamente che l’unico modo per valutare le proprie capacità in modo completo sia proprio simulare.

Potresti dire: “A cosa mi serve se posso svolgere svariati quesiti quando e come voglio?”
Cercherò di convincerti che c’è proprio una bella differenza! Per spiegarmi meglio userò una metafora che mi auguro sia efficace.
Sei al poligono di tiro. Hai un fucile, tanti colpi e sessanta bersagli sparsi in un grande e disordinato campo da gioco. Bello vero? Non devi fare altro che posizionarti davanti ad ogni obiettivo, mirare e sparare il più precisamente possibile. Il campo però è un po’ particolare, perché i bersagli a cui sparare non sono tutti uguali; alcuni sono più grandi, altri veramente piccoli e lontani.
Allora quello che faresti è piazzare il fucile col calcio sulla spalla, guardare attraverso il mirino finche non sarai abbastanza convinto e poi spingere il grilletto. Hai tutto il tempo che vuoi per calcolare la distanza di tiro. Se sei abbastanza bravo saprai di dover prevedere la probabile gittata del proiettile per essere più preciso, e potrai farlo per ogni colpo da sparare.

Sono sicuro che se tu stessi facendo un’importante gara vorresti poterti soffermare davanti ad ogni bersaglio quanto basta, quindi quanto vuoi. Così facendo inizieresti a conseguire buoni punteggi sul tabellone, colpo dopo colpo, e penseresti che, dopotutto, non è così difficile come ti è stato raccontato.
In realtà voglio complicarti le cose: hai venti minuti per completare tutto il percorso del poligono. Venti secondi a tua disposizione per ogni colpo da sparare mi sembra credibile, vero?

Ma devo ricordarti un ulteriore cavillo: ogni volta che non bucherai l’obiettivo al centro perderai dei punti come penalità. Ora le cose un po’ cambiano per te che avrai da compiere delle scelte importanti, in fretta, e con criterio.

Sono sicuro che non appoggerai il calcio sulla spalla con la stessa calma e precisione di prima. Forse le mani suderanno di più e mentre starai prendendo la mira sentirai i secondi batterti nelle orecchie. Il sapere di dover rispettare delle rigide scadenze potrebbe facilmente portarti a sparare prima del momento giusto. A volte sceglieresti di saltare un ostacolo troppo difficile, oppure finiresti per mancare di striscio un obiettivo molto semplice solo per colpa della fretta!
Torniamo alla realtà adesso. Simulare ti mette in quel poligono alle condizioni più difficili e ti fa capire che non è così scontato che tu riesca a farti bastare il tempo che hai a disposizione. La mente, sotto lo stress del giorno X, ragionerà con più dubbi e bisogna che tu sia pronto.

Il tempo è poco ma ti basta: ecco come puoi organizzare lo svolgimento del test

Sebbene non sia semplice cavarsela, provo a darti alcuni consigli su come gestire i tuoi, e solo tuoi, 100 minuti.
Il test che ogni anno viene proposto dal ministero, sebbene sia originale e diverso anno dopo anno, mantiene un format abbastanza costante e prevedibile. Le sessanta domande che ti vengono poste non sono tutte uguali quanto a difficoltà e questo è prevedibile. Ma le cose banali spesso ci aiutano tanto come in questo caso. Il fatto che il test segua fasce di difficoltà differenti ti permette di organizzare il lavoro in modo intelligente.
Partiamo da questo presupposto: non devi assolutamente rispondere a tutte le domande per riuscire ad essere ammesso.

Come dimostrano le statistiche degli anni passati i punteggi di ingresso nelle facoltà più ambite si aggirano intorno ai 40/90esimi. Ciò vuol dire che ti basterebbe rispondere correttamente a meno della metà della prova per farcela ed alla grande!
Ma se avrai studiato correttamente i risultati delle tue simulazioni avrai capito qual è la sessione che risolvi meglio ed in meno tempo. Parti da lì e lascia i quesiti che trovi davvero difficili alla fine. Arriverai ad un punto della prova in cui ti rimarrà del tempo per i quesiti più ostici. Ciò che ti consiglio di fare è concentrarti su alcuni di quelli. Se non sei sicuro della risposta da dare non mollare la spugna, perché a volte puoi rispondere correttamente lo stesso!
Seguendo questi consigli eviterai di lasciare in bianco alcune domande da cui avresti guadagnato punti sicuri solo perché l’orologio non te lo ha permesso.

Io spero davvero di averti trasmesso il messaggio e se hai dubbi o consigli non esitare a farmelo sapere. Nel frattempo, se hai bisogno di uno strumento che ti accompagni durante la preparazione non posso che consigliarti di scaricare la guida gratuita di WAU. Scopri il nostro metodo, applicalo nello studio e ottieni risultati migliori.

Volersi sempre migliorare è il passo necessario da fare per superare il test di ammissione. Tu vuoi farlo, vero?

Enrico Armiento

Enrico ArmientoHo 19 anni e da altrettanti il mondo mi incuriosisce. Suono la chitarra e, quando ho tempo, studio Medicina.
Dicono che io sia bello, intelligente, simpatico… chi sono io per dissentire? Dopotutto sono WAU.

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