I consigli di chi ha superato il test,

approfondimenti, strategie e metodo di studio. Wau!

Istruzioni per la ricerca nel Blog:

  • inserisci le parole più rilevanti
  • fai precedere da un + le parole che DEVONO esserci (esempio: lavoro ospedale +chirurgo)
  • fai precedere da un - le parole che NON DEVONO esserci (esempio: lavoro ospedale -magazziniere)
  • racchiudi tra doppi apici le frasi che vuoi vengano cercate così come sono (esempio: "test di ingresso a Medicina del 2016")
  • sostituisci una o più lettere con un asterisco per cercare tutte le possibili combinazioni (esempio: radio* troverà radio, radiologo, radiologa, radiologia, radiofaro ecc.)

Di tutto e di meno, ovvero le disavventure di una matricola - Capitolo terzo

Postato il 2 Dicembre 2015 da Francesca Salato

La ricerca di un appartamento tra siti di agenzie immobiliari, pubblicità fantasma, canzoni trash, guerriglia urbana e colpi di fortuna.

cercare appartamento studenti

È ormai passata una settimana. Abbiamo controllato tutti i siti esistenti di agenzie immobiliari. Abbiamo passato ore al telefono a chiedere dettagli, per poi raccogliere i dati in un enorme file Excel colorato, ma nulla: nessun appartamento all’orizzonte.

 

Man mano che passa il tempo, formulo la mia teoria: il triangolo “prezzo, cura dell’appartamento, posizione”. Quando si hanno due vertici, bisogna rinunciare al terzo.

 

Se l’appartamento è nuovo, ritinteggiato di recente, dotato di porte e infissi integri ed è anche in una buona posizione, prepara il mutuo.ricerca di un appartamento
Se ha un prezzo accettabile ed è vicino a metro e fermate dei pullman, sta’ pur certo che non ci sono molte fotografie delle stanze. Ed è meglio così, te lo assicuro.
L’appartamento è economico e sembra persino uscito da un catalogo Ikea? Dopo una telefonata al proprietario scoprirai che non è in periferia, ma direttamente nel centro di un bosco. In un’altra regione. Per raggiungere l’università l’unico mezzo disponibile è una mongolfiera. 

Così continuiamo a cercare compulsivamente.

Ormai Google mi segnala annunci pescati da ogni dove. Qualsiasi pagina io visiti, in basso e in ogni angolo bianco spuntano pubblicità. Pop up di case bellissime ovunque, mentre studio, mentre guardo le foto su facebook delle mie cotte platoniche, mentre passo il tempo davanti a video stupidi di cagnolini su Youtube. Attorno a me solo annunci di appartamenti.

Mi immagino che presto qualcuno si introdurrà in camera mia per affiggere alle pareti manifesti pubblicitari quando meno me l’aspetto. 

Chiamo Pioppo e Lou.

– Codice giallo-ocra, ragazzi! – Una pausa, deglutisco e prendo coraggio. – È arrivato il momento di scendere sul campo di battaglia.

Un’ora dopo siamo tutti a casa mia e ci prepariamo alla guerriglia.
Leggo la lista, in piedi, in mezzo alla stanza. Lou mi risponde, sull’attenti.
Zaino? C’è. Panini, fogli, matita. Cappellino e crema solare? Presi. Bottiglietta dell’acqua, batteria di riserva del telefono. Pioppo siede svogliatamente sul letto con la chitarra tra le mani. Io parlo ad alta voce, caporale autoeletto, e Lou depenna dall’elenco. Deodorante? Un altro segno accanto al nome - ce l’abbiamo. Mappa della città? Manca. Tenda? Lou mi guarda.

- Alice, una tenda?!
- Può sempre servire. Metti che perdiamo il treno di ritorno. O che vogliamo fare un pisolino.
- No.
- Dai, possiamo metterci in un parco e…
- No.
Sfodero gli occhioni dolci, ma Lou sa essere categorica, quando vuole. Uffa. Mi rassegno.

Così siamo pronti, zaino in spalla, due segni orizzontali sulle guance.

Tre ore dopo siamo nel centro pulsante di una stazione gremita di gente.
Quattro ore dopo troviamo un tabaccaio che ci guarda con evidente aria di scherno e ci vende una cartina della città:
Non sentivo chiedere una mappa della città dal 1999! 

Sei ore dopo siamo già in preda al delirio. Sole sulla capoccia, chilometri macinati nel reticolo di strade a scacchiera, nessun risultato. Una canzone di Britney Spears esce gracchiante dallo speaker del telefono e siamo tornati nel ’99.

È interessante notare come l’uomo sia per eccellenza un campione di adattamento. I camaleonti riescono a cambiare colore, il gufo sa ruotare il capo di 270 gradi, l’aquila può vedere la preda a distanze incredibili. Io, dopo ore di ricerche estenuanti di cartelli “affittasi”, ho ricalibrato la sensibilità ai colori.
La mia attenzione si posa solo su ciò che è giallo.

Il cappellino della vecchietta che compra il pane al mercato, giallo. Giallo come la bambina e il suo palloncino dei Minions. Bidone della carta. Giallo. Un piccolo riquadro giallo affisso ad un muro. Mi concentro, sforzo la vista e urlo “AFFITTASI! Un altro punto per me!”cercare appartamento studenti

Gongolo. Oops, I did it again e ballo attorno ai miei avversari in segno di vittoria. Pioppo e Lou mi guardano male. Ci avviciniamo, fotografo il cartello, salvo il numero. Lou prende appunti e scrive tutto sul block notes. Pioppo, come al solito, canticchia.

Mentre continuiamo a camminare, zittisco Britney e provo a chiamare il proprietario.

Non risponde. Richiamo. Passa qualche secondo. Non risponderà neanche questa volta, ne sono sicura. Aspetto qualche secondo e mi metto a canticchiare.

Baby can’t you see, I’m calling.. a guy like y..
Pronto? – Che imbarazzo, mi ha di sicuro sentita.
- Ahm… sì, buongiorno, le sto telefonando per un appartamento…
- Mi sono dimenticato di togliere l’annuncio! È già stato affittato, mi spiace. 

Ancora una volta. Il mio telefono ha sentito ormai decine di conversazioni che non portano risultati utili. 

Gli altri mi guardano con la speranza negli occhi.
- Buco nell’acqua, ancora.

Lou fa ripartire la musica per ritornare nello spirito adatto. Don’t you know that you’re toxic?” Si ricomincia.

Giallo come l’evidenziatore in mano a Pioppo. Segna sulla cartina le strade percorse alla ricerca di annunci, per evitare di sprecare tempo. Una macchia gialla, minuscola, in mezzo ad una città enorme. Mi sento un po’ scoraggiata.
Il sole che picchia sulla nuca, giallo. Un ragazzo con un mazzo di girasoli in mano. Giallo. La cover del telefono in mano ad una ragazza davanti a noi.
Il semaforo. Giallo. Rosso. Allargo veloce le braccia e fermo Pioppo e Lou, persi nei loro sguardi ad altezza AFFITTASI, prima che diventino sottilette sull’asfalto. Li guardo. Sembrano due bestie sedate e sudate.

– Pausa pranzo?

Ci sediamo su un gradino sotto i portici, tiriamo fuori i panini e iniziamo un convivio un po’ silenzioso. Siamo stanchi, è evidente, e non abbiamo ancora nessun appartamento da visitare.

Pioppo interrompe il silenzio:

- Come potremo prenderci cura di Paffly se non riusciamo neanche a dargli un tetto? Sono sicuro che è molto deluso, ora.
- In realtà per ora non abbiamo nessun coniglietto… E direi che forse non l’avremo, visto che…
- Mamma mia, Ice, – mi interrompe Lou – non essere così cupa! È per colpa di queste energie negative che non riusciamo a trovare un appartamento!

Si mette a ridere e mi abbraccia.

Qualcuno si schiarisce la voce:

– Ehm, scusate…

Alziamo lo sguardo verso il signore brizzolato in piedi davanti al gradino.

– Siete voi gli studenti che hanno chiamato per l’appartamento in affitto?

Ci rendiamo conto solo ora di essere seduti davanti ad un portone.

Guardo confusa Pioppo, non sapendo cosa dire. Lou prontamente si alza di scatto e porge la mano in segno di saluto.

– Sì, siamo noi!

Ci alziamo tutti, mentre lui cerca le chiavi nella tasca della giacca. Apre il portone e ci fa segno di entrare.

Bene, saliamo pure

Faccio l’occhiolino a Lou. “Energie negative?”

 

It’s Britney, bitch.

Francesca Salato

Francesca Salato

Studentessa di Medicina, inguaribile curiosa ed entusiasta per ogni minima scoperta. Non riuscirò mai a prendermi del tutto sul serio. Ho conosciuto quasi per caso il mondo Wau, ma non ho potuto resistere: mi ci sono tuffata di testa (e ancora non sono riemersa). 

 

Ti sei perso i capitoli precedenti? Li trovi tutti su dituttoedimeno.it

Aiuto, sono iscritto a medicina! Ovvero le disavventure di una matricola, capitolo primo

Di tutto e di meno, ovvero le disavventure di una matricola, capitolo secondo