Come diventare tecnico di laboratorio biomedico

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Vuoi diventare tecnico di laboratorio, perché ti piacerebbe fare attività di analisi e ricerca oppure sei appassionato di biochimica e microbiologia?

Per sapere di più su questa professione sanitaria, in questo articolo trovi tutte le risposte su come diventare tecnico di laboratorio.

Come diventare tecnico di laboratorio

Come diventare tecnico di laboratorio biomedico?

Come diventare tecnico di un laboratorio di analisi? Prima di tutto devi essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, non necessariamente di liceo, per poter effettuare l’iscrizione al test di ammissione al corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico.
 
Questo corso di laurea triennale ad accesso programmato fa parte di professioni sanitarie. La prova finale del corso di laurea è valida come esame di stato: in quasi tutte le università si tratta di un esame pratico, dove il laureando deve dimostrare le conoscenze e le abilità acquisite nell’esecuzione delle tecniche diagnostiche di laboratorio.
 
In seguito, potrai partecipare a concorsi pubblici e lavorare come tecnico di laboratorio di analisi cliniche.
 
Dopo la laurea potrai iscriverti all’albo tecnico laboratorio analisi, che fa parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e di Professioni Sanitarie Tecniche, (FNO TSRM e PSTRP).
 
Ma il percorso di formazione non finisce con la laurea. Infatti, il tecnico di laboratorio deve obbligatoriamente partecipare a corsi di aggiornamento nell’ambito programma nazionale ECM – Educazione Continua in Medicina.

Chi è il tecnico di laboratorio biomedico?

Il tecnico di laboratorio biomedico è una figura professionale sanitaria. Questo professionista, laureato e abilitato, svolge attività di laboratorio di analisi e di ricerca relative ad analisi biomediche e biotecnologiche, con un’attenzione particolare alla microbiologia, biochimica e virologia, ma anche patologia clinica, farmacotossicologia, citologia, immunologia, ematologia e istopatologia.

Cosa fa il tecnico di laboratorio biomedico?

Quali sono i compiti del tecnico di laboratorio biomedico? Ecco le sue mansioni principali:
●  esegue le analisi quantitative e qualitative di un campione biologico, per esempio del sangue
●  utilizza, mantiene, calibra, controlla e sterilizza i vari strumenti tradizionali e computerizzati
●  prepara le attrezzature e i materiali per eseguire le analisi o gli esperimenti di ricerca
●  gestisce il magazzino delle scorte e ordina i materiali necessari
●  raccoglie i dati, documenta le analisi e produce dei report
●  ha il compito della validazione tecnica dell’analisi
●  segue i protocolli previsti di sicurezza e controllo
●  analizza l’esperimento di una ricerca scientifica
●  presenta i risultati al responsabile di laboratorio
●  usa le tecniche statistiche di rilevazione dei dati
●  gestisce gli scarti del laboratorio biomedico

Come funziona il corso di laurea in tecniche di laboratorio biomedico?

Il corso di laurea triennale in Tecniche di laboratorio biomedico è ad accesso programmato: per accedere bisogna superare un test di ammissione e i posti sono limitati. Il piano di studio varia da università a università, anche se spesso sono simili.
 
Ad esempio, il corso di Tecniche di laboratorio biomedico dell’Università degli Studi di Sassari fa parte del Dipartimento di scienze biomediche della Facoltà di medicina e chirurgia. Il corso è strutturato in lezioni frontali o seminari, laboratori o esercitazioni, il tirocinio (previsto già dal primo anno per acquisire competenze pratiche sul campo) e la prova finale, per un totale di 180 CFU.
 
I principali esami del corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico sono:
 
●  sicurezza e gestione dei materiali biologici
●  diritto e organizzazione dei servizi sanitari
●  scienze fisiche, chimiche e informatiche
●  scienze umane e psicopedagogiche
●  scienze della patologia umana
●  biochimica e microbiologia
●  analisi biochimico-cliniche
●  scienze della prevenzione
●  scienze biomorfologiche
●  medicina specialistica
●  fisiologia e genetica
●  anatomia patologica
●   biochimica clinica
●   statistica e igiene
●   patologia clinica
●   lingua inglese

Come funziona il test di ammissione per tecnico di laboratorio?

Il test di ammissione per diventare tecnico di laboratorio è come il test di medicina, con la differenza di essere formulato dalle singole università. Per le professioni sanitarie, delle quali fa parte quella del tecnico di laboratorio, la graduatoria non è nazionale, ma pubblicata da ciascun ateneo sulla base dei risultati del test di ingresso.

Secondo l’avviso MIUR del 25 febbraio, il test di ammissione 2021 per diventare tecnico di laboratorio si svolgerà nelle università statali il 7 settembre 2021.
 
Le domande del test sono simili a quelli del test di ammissione a medicina e saranno divisi in questo modo:
 
●       fisica e matematica, 8 domande
●       cultura generale, 12 domande
●       biologia, 18 domande
●       chimica, 12 domande
●       logica, 10 domande

In quali università è attivo il corso di tecniche di laboratorio biomedico?

Questo è l’elenco delle università nelle quali è stato attivato il corso in tecniche di laboratorio biomedico,in base al decreto MIUR del giugno 2020 con il relativo numero dei posti (a oggi il decreto 2021 non è ancora uscito, ci potrebbero essere delle modifiche nei corsi di laurea o nei posti assegnati, verificalo sulla pagina dei bandi):
 
I posti totali messi a bando l’anno scorso sono stati 2020, così ripartiti:
 
●       Bari – 20 posti
●       Bologna – 15
●       Brescia – 28
●       Campania “L. Vanvitelli” – 50 totali tra le varie sedi
●       Catania – 16
●       Catanzaro – 15
●       Chieti-Pescara – 14
●       Ferrara – 26
●       Firenze – 17
●       Foggia – 32
●       Genova – 16
●       Insubria – 15
●       L’Aquila – 13
●       Messina – 20
●       Milano – 40
●       Milano-Bicocca – 28
●       Modena e Reggio Emilia – 11
●       Napoli Federico II – 50
●       Padova – 24
●       Palermo – 15
●       Parma – 18
●       Pavia – 25
●       Perugia – 20
●       Piemonte Orientale – 21
●       Pisa – 14
●       Politecnica delle Marche – 15
●       Roma “La Sapienza” – 79 totali tra le varie sedi
●       Roma “Tor Vergata” – 15
●       Sassari – 33
●       Siena – 14
●       Torino – 40 totali tra le varie sedi
●       Trieste – 16
●       UniCamillus Roma – 10
●       Verona – 27

Quali sono gli sbocchi lavorativi?

Gli sbocchi lavorativi sono vari e si tratta di una figura molto richiesta, con numerosi concorsi pubblici a disposizione.
 
Infatti, il tecnico di laboratorio può esercitare la propria attività in strutture pubbliche o private: cliniche, ospedali, ambulatori, istituti di ricerca, case di cura, centri di riabilitazione, ecc. Può lavorare anche da libero professionista.
 
Inoltre, questa figura sanitaria può essere impiegata negli istituti di igiene ambientale e alimentari, uffici sanitari, istituti assicurativi, laboratori di medicina legale o veterinaria, presso le forze dell’ordine, le università, le industrie private, le università statali o altri enti.
 
Infine, il tecnico di laboratorio può lavorare in autonomia e collaborare con biologi, medici, ricercatori e altre figure professionali che operano in ambito sanitario o ambientale

Quanto guadagna un tecnico di laboratorio biomedico?

Lo stipendio del tecnico di laboratorio analisi dipende dalla sua posizione nell’ambito pubblico o privato, dall’anzianità di servizio e da altre variabili, come turni o straordinari.
 
Una figura junior, come un assistente tecnico di laboratorio guadagna all’inizio circa 1200 euro al mese, arrivando a guadagnare con il tempo lo stipendio medio nazionale, che è di circa 1500 euro al mese.

Lo stipendio di un responsabile di laboratorio è più alto e può arrivare a 2500 euro al mese e oltre.

Ti piacerebbe diventare tecnico di laboratorio? Ora che sai tutto su questa professione, devi solo superare il test di ammissione.

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Immagine in evidenza di Aditya Romansa su Unsplash

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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