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Cosa fare se non hai superato il test professioni sanitarie

Cosa fare se non si supera il test professioni sanitarie? Se non hai passato il test professioni sanitarie 2026 non disperarti. Piuttosto, valuta subito cosa fare in alternativa: alcune strade si aprono nelle settimane immediatamente successive alla graduatoria, e chi arriva tardi le perde.

A seguire, trovi i migliori piani B, con i relativi pro e contro, per chi non passa il test di ammissione a professioni sanitarie.

Cosa fare se non si supera il test professioni sanitarie

Se non hai superato il test per l’accesso a uno dei 22 corsi di laurea delle professioni sanitarie a bando per l’a.a. 2026/2027 hai diverse soluzioni:

  • provare a rientrare attraverso gli scorrimenti, i posti vacanti in altre sedi e l’eventuale prova suppletiva;
  • immatricolarti a professioni sanitarie in un ateneo privato;
  • iscriverti a una facoltà alternativa a professioni sanitarie, non a numero programmato;
  • sfruttare l’articolo 6;
  • prepararti per tempo per il test professioni sanitarie 2027.

Invece, non rappresentano un’alternativa le università con professioni sanitarie a numero aperto, per il semplice fatto che in Italia, al momento, non è possibile l’accesso a professioni sanitarie senza test.

Scorrimenti, posti vacanti e prova suppletiva

Prima di cercare alternative altrove, verifica se puoi ancora rientrare dalla porta principale. Ci sono tre possibilità, in ordine di tempo.

La prima sono gli scorrimenti. Dopo la pubblicazione della graduatoria, chi è ammesso ma non si immatricola libera il posto per il candidato successivo. Gli scorrimenti possono andare avanti per settimane e ogni anno fanno entrare candidati che inizialmente non erano in posizione utile. Monitora il portale del tuo ateneo e rispetta le finestre di immatricolazione: si perdono più posti per distrazione che per punteggio.

La seconda sono i posti vacanti in altre sedi. Se al termine degli scorrimenti in un ateneo restano posti liberi, questi possono essere assegnati a chi ha sostenuto il test in un’altra università senza ottenere l’accesso per esaurimento dei posti. Le richieste sono accolte in ordine di punteggio. Ogni ateneo pubblica sul proprio sito un avviso con termini e modalità per presentare domanda: sono avvisi che escono senza preavviso e con scadenze brevissime, quindi vale la pena controllare i siti degli atenei che ti interessano anche se non hai fatto il test lì.

La terza è la novità del 2026: la prova suppletiva. Alcuni corsi delle professioni sanitarie sono individuati come corsi affini alle lauree magistrali in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria (Allegato 5 del D.M. 941/2026). Su questi corsi, i posti non assegnati al termine delle graduatorie vengono resi disponibili per chi ha frequentato il Semestre filtro; se anche dopo gli scorrimenti restano posti liberi, gli atenei possono indire una prova suppletiva di accesso per coprirli. E qui arriva il punto che ti riguarda: a quella prova possono partecipare sia chi ha frequentato il Semestre filtro, sia i candidati del test ordinario di settembre. La data sarà fissata con un provvedimento ministeriale successivo.

I pro: sono tutte strade che non ti costano nulla e che possono farti entrare nello stesso anno accademico. I contro: dipendono da quanti posti restano liberi, quindi non sono programmabili, e richiedono di stare attento agli avvisi degli atenei per settimane.

Test professioni sanitarie negli atenei privati

Se non hai superato il test professioni sanitarie 2026 per l’immatricolazione ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie in italiano e in inglese attivati presso gli atenei statali, e non vuoi attendere fino a settembre 2027, puoi tentare l’accesso negli atenei privati.

Infatti, alcuni test professioni sanitarie negli atenei privati si svolgono tra fine inverno e inizio primavera. Sono validi per l’anno accademico successivo, ma almeno non dovrai aspettare l’estate.

Le date cambiano ogni anno e ogni ateneo fa da sé. Per orientarti, questo è il quadro di come si muovono di solito:

  • Campus Bio-Medico di Roma: una sessione anticipata in primavera e una ordinaria a settembre;
  • Cattolica: di norma a settembre;
  • Humanitas: alcune selezioni già in primavera, il resto a settembre;
  • Link Campus: più selezioni distribuite nel corso dell’anno;
  • LUM: test per Infermieristica in genere a settembre;
  • San Raffaele: sessione in primavera e una ulteriore a settembre per Infermieristica;
  • UniCamillus di Roma: più sessioni, in genere da primavera fino all’inizio di ottobre;
  • Unikore di Enna: test per Infermieristica in genere a settembre.

Un’avvertenza in più per il 2026: nelle tabelle ministeriali diverse sedi private compaiono con la dicitura “in fase di accreditamento” e per queste l’assegnazione dei posti è condizionata all’esito positivo della procedura. Prima di pagare una quota di iscrizione, verifica lo stato del corso che ti interessa.

I pro di questa soluzione sono tre: hai la possibilità di tentare l’accesso a professioni sanitarie prima di settembre 2027; inoltre, molti di questi test si svolgono in modalità computer-based da remoto; infine, atenei come San Raffaele e Cattolica sono delle eccellenze universitarie.

I contro sono: i costi di iscrizione elevati e la minore scelta di corsi di professioni sanitarie disponibili.

Per avere maggiori informazioni vai al calendario dei test di ammissione oppure leggi i bandi professioni sanitarie nelle private.

Facoltà alternative a professioni sanitarie

Un altro piano B per chi non ha superato il test professioni sanitarie è l’iscrizione a una facoltà alternativa. Le facoltà alternative a professioni sanitarie più gettonate sono:

  • Biotecnologie
  • Chimica
  • Chimica e Tecnologie farmaceutiche (CTF)
  • Farmacia
  • Scienze biologiche

I pro di questa soluzione sono che, se l’anno successivo riuscirai a entrare in professioni sanitarie, potrai richiedere la convalida degli esami (non di tutti). Inoltre, studierai delle materie che ti saranno utili nella preparazione del test professioni sanitarie.

I contro sono: gli esami in comune sono pochi, perché i piani di studio dei corsi di laurea nelle professioni sanitarie sono molto specifici; inoltre, la convalida degli esami dipende dall’ateneo. In più, di solito l’accesso a questi corsi di laurea non è libero ma è subordinato al superamento di un TOLC CISIA.

Talvolta il TOLC serve solo a verificare le conoscenze in entrata. Altre volte si tratta di corsi di laurea a numero chiuso, sebbene non a numero programmato. Questo significa che il numero di accessi è deciso dall’ateneo, non a livello nazionale come per Medicina, Odontoiatria, Professioni sanitarie e Veterinaria.

Una nota per chi punta all’area infermieristica: Infermieristica pediatrica non è più tra i corsi a bando. Il D.M. n. 177 del 25 febbraio 2026 ha eliminato il riferimento all’infermiere pediatrico dalla classe L/SNT1 e ha spostato la formazione pediatrica tra gli indirizzi specialistici della laurea magistrale. Chi vuole lavorare in ambito pediatrico oggi passa da Infermieristica e si specializza dopo.

Università: come funziona l’articolo 6

L’articolo 6 del R.D. 1269/38 stabilisce che: “gli studenti, in aggiunta agli insegnamenti previsti per il proprio corso di laurea, possono iscriversi, per ciascun anno accademico, al massimo a due insegnamenti di altri corsi di studio di pari livello e di medesimo ordinamento”.

In pratica, hai la possibilità di sostenere due esami presenti nel corso di laurea di professioni sanitarie di tuo interesse mentre sei iscritto a un altro corso.

Il vantaggio di questa soluzione è che potrai guadagnare tempo sostenendo due esami utili.

Lo svantaggio è che gli atenei applicano l’articolo 6 in maniera differente. Pertanto, prima di studiare per questi esami, informati presso la segreteria didattica.

Preparati al meglio per il test professioni sanitarie 2027

Infine, se non hai superato il test 2026 puoi scegliere di concentrare tutti i tuoi sforzi nella preparazione del test professioni sanitarie 2027.

Il vantaggio di questa scelta è che arriverai al test 2027 ben preparato e con più probabilità di superarlo. Hai dodici mesi: è il tempo che quasi nessun candidato ha, e usato bene fa la differenza.

Di contro, perderai l’occasione di iniziare la tua carriera universitaria e di sostenere qualche esame convalidabile. Per questo, spesso la scelta migliore è combinare: iscriverti a un corso affine e preparare il test in parallelo.

Per prepararti al meglio:

Immagine in evidenza di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/photo/man-in-red-polo-shirt-thought-a-good-idea-3779432/

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