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Preparati al test di ingresso a Medicina con i gruppi di studio

Group of Multiethnic Students Studying with Speech Bubbles

Condividere il percorso di preparazione al test con i tuoi futuri colleghi è un metodo piacevole ed efficace per guadagnare l’ammissione.

Sveglia, scuola, studiare studiare e studiare, pranzo e poi studiare ancora e, a seguire, collasso prima di cena.
Se anche la tua giornata è suddivisa più o meno in questa maniera allora si, stai studiando per il test di Medicina. E lo stai facendo bene, perché non c’è proprio un minuto da perdere. Se però fino a questo momento il tuo miglior amico, che ti aiuta come può, che ti sta vicino e non ti abbandona, è stato il caffè, ho una bella notizia per te: ci sono almeno altri 60 000 studenti che vivono la tua stessa situazione e questo può aiutarti.
Non devi fare altro che trovare quel sesto di loro che sarà ammesso, fare gruppo e guadagnare l’ammissione. Più o meno.

Fare squadra ti fa vincere l’ammissione

I social più popolari, Facebook in primis, è ormai stracolmo di gruppi, pagine, che hanno come obiettivo quello di garantirti l’ammissione.
Ce ne sono alcuni in cui si chiacchiera, altri in cui si pubblicizzano manuali, altri ancora in cui si vendono libri e perfino unicorni. Ad un occhio più attento, però, c’è una piccola nicchia di studenti che si impegna davvero e che l’ammissione la merita.
Innanzitutto: tu sei fra questi? Io spero vivamente che sia così e che tu stia dando il meglio per ciò in cui credi.
A volte ascolto studenti in crisi durante lo studio per il test che pensano di non poter mai realizzare il proprio sogno: “non ce la farò mai”, “perché dovrei entrare proprio io fra tutti i partecipanti?”. Beh, queste sono le affermazioni meno vere, ma anche più potenti del mondo. Da un lato, infatti, sono facilmente confutabili, ma d’altra parte hanno la capacità di chiuderti la strada e… di impedirti di entrare a Medicina.
Ti svelo un segreto. Chiudi la porta della stanza e copri il desktop con la mano.
Sono davvero in pochi a sapere come studiare per il test e a volerlo fare.
Tra tutti i candidati, quella folla di migliaia di studenti, c’è persino chi lì, quel giorno, non aveva proprio niente di meglio da fare se non occupare una sedia. C’è chi è stato “costretto” dalla propria famiglia o dalla propria nonna già impegnata a cucire il camice, c’è chi prova perché “male che vada faccio altro”, c’è chi ha studiato come si deve ed entrerà, c’è chi vuole dimostrare a se stesso di potercela fare anche senza studiare, c’è chi ha scommesso una birra con gli amici e ci sarai tu.
Da che parte vuoi stare? Scegli il tuo gruppo e, se non l’hai trovato, crea la tua squadra e vinci l’ammissione.

Perché condividere la tua preparazione?

Spazza via dalla testa tutti i pensieri, se puoi, solo per un attimo e… pensa di dover affrontare l’esame di maturità soltanto tu. Non tutti i tuoi amici, non la classe con cui hai condiviso emozioni, aspettative, litigi e bigliettini sottobanco, ma solamente tu.

Circondati di persone, non solo di libri

Quanti partecipanti conta un gruppo di media grandezza su WhatsApp?
Verosimilmente 40, per essere generosi.
Piccolo calcolo: i posti a disposizione al test ogni anno sono circa 9mila, che diviso 40 ci da circa 225 gruppi su uno dei social più popolari, oggi.
Converrai con me che l’esistenza di 225 gruppi di studenti accaniti e davvero preparati è utopica. Questo ci dice fondamentalmente tre cose:
1. Pochi studenti utilizzano tutte le armi a disposizione nella preparazione, come è un gruppo di studio;
2. Devi assolutamente crearne uno;
3. C’è spazio perché tutti, nella vostra sala studio virtuale, entriate a Medicina;

Un gruppo di studio, virtuale o meno che sia, è infatti un’aula.
È una piattaforma di attivo confronto tra studenti con lo stesso obiettivo e con sogni spesso molto simili. Studenti, ma prima ancora ragazzi e ragazze, con voglia di chiacchierare, di poter imparare e al meglio, ma senza dover per forza rimanere chiusi nella propria stanza e senza stimoli dal mondo.
Non è efficace! Devi assolutamente capirlo. I libi non bastano. I libri, potrei arrivare a dirti, non sono nemmeno indispensabili! Tu hai bisogno di fare esercizio, di “mangiare” conoscenza da un grande piatto che il gruppo può diventare.
In ogni comitiva c’è il più simpatico, la ragazza più carina, quella con i voti altissimi, la ragazza sfortunata, il Don Giovanni e chi ne ha più ne metta. Il tuo gruppo di studio sarà proprio così, ma con amici che in più, come te, vogliono fare il medico e del bene.
Se davvero è questo ciò per cui sei chiamato e se davvero i tuoi amici lo sono è proprio facile rendersene conto. Avrete voglia di aiutarvi, inizierete a stimolarvi a vicenda e crescerete come non mai.

gruppi di studio

Vivere la preparazione al test di medicina è già il test

Ebbene si: è vero.
Il test, riferendosi alla prova di ammissione vera e propria, dura una frazione di secondo. Dal momento in cui avrai il plico tra le mani non sarai più tu a ragionare, non sarà il “tu” che conosci bene e di cui spesso puoi fidarti a svolgere la prova, ma sarà un “tu” costruito nel percorso di preparazione, che funzionerà in modo quasi automatico.
È come per un computer, anzi forse è il paragone più sensato. Il test è un computer che non fa altro se non lanciare, elaborare, un programma codificato in precedenza e non può sbagliarsi. Il programma non può decidere di non funzionare, se è stato scritto correttamente, codice dopo codice.
Diventa dunque chiaro che ciò che è importante è programmare bene! All’interno del tuo gruppo Facebook o WhatsApp circoleranno tutti i codici necessari.
Ma non intendo solo questo. La preparazione al test, vissuta con i tuoi amici, si riempie di emozioni diverse, ti regala il sorriso quando proprio non ne puoi più.
Prepararsi da soli riempie di un vuoto, che prima o poi si sente.
Crea la tua squadra e palla al centro.

Ora devo proprio smetterla di scrivere e lasciarti studiare, ma non tardare a passare a trovarci sulla pagina web, perché ho ancora tanto da raccontarti.
Ti lascio con un ultimo concetto: è chiaro che puoi scegliere di studiare da solo, in camera tua, e magari anche in modo efficace. Come anche è chiaro poter scegliere di vivere tristi invece che felici, e di riuscire comunque a vivere.
Io, la mia preparazione, ho scelto di viverla alla grande, conoscendo decine di studenti con speranze ed ambizioni simili alle mie. Ho scelto di accettare l’aiuto di tutti e di dare il mio a tutti. Ha funzionato.

Enrico Armiento

Enrico ArmientoHo 19 anni e da altrettanti il mondo mi incuriosisce. Suono la chitarra e, quando ho tempo, studio Medicina.
Dicono che io sia bello, intelligente, simpatico… chi sono io per dissentire? Dopotutto sono WAU.

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WAU

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