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Vuoi superare il TOLC-MED 2024? Leggi la storia di Jacopo

Tra i migliori risultati al TOLC Medicina 2023 dei corsisti Wauniversity c’è Jacopo Pizzetti. Fino a poco tempo fa Jacopo era un brillante studente diplomato al liceo classico che non aveva passato per ben due volte il test di medicina.

Oggi Jacopo ha superato il test medicina 2023 con un punteggio molto alto e ha davanti a sé una promettente carriera da medico, piena di entusiasmo e passione.

Come ha fatto Jacopo a conseguire questo successo? Leggi la sua storia. Ti aiuterà a capire come studiare per il TOLC o dove stai sbagliando.

Come Jacopo ha superato il test medicina 2023

Scopri cosa si sono detti il fondatore di WAU, Alessandro Lai, e Jacopo Pizzetti, oggi studente di Medicina alla Bicocca di Milano, iscritto alla Master School WAU 2023, uno dei nostri corsi di preparazione per il TOLC-MED.

In questa chiacchierata Jacopo ha svelato il metodo usato per superare il TOLC Medicina dopo due tentativi falliti.

A: Nella tua vita, cosa ti ha spinto verso Medicina, da quando eri piccolo a oggi?

J: La mia storia è particolare e un po’ buffa. Ho scelto tardi Medicina, in 3^/4^ superiore. Il percorso parte da lontano. Ho una passione per la magia con le carte e le monete. Mi piace stare sul palco a interagire con il pubblico. Una parte importante di questo mondo consiste nel parlare con le persone e capire come funzionano le loro menti.  È così che ho iniziato a pensare ai temi della psicologia, psichiatria, neurologia.

Inoltre, grazie ad alcuni libri e film che mi hanno cambiato la vita, come quelli di Oliver Sacks (neurologo e scrittore britannico, dal cui libro è tratto il film Risvegli), ho capito quanto mi piacesse la psichiatria. Più in generale, amo la scienza e ho un interesse particolare per l’anatomia.

A: Cosa hai fatto quando hai capito che Medicina era la tua strada?

J: All’inizio ho incontrato un grosso ostacolo, la pandemia, che mi ha bloccato a casa in quarta superiore. Ho saltato l’orientamento, un po’ per colpa mia un po’ dei professori che hanno avuto grosse difficoltà. Sapevo ci fosse un test per l’accesso a Medicina ma non sapevo che esame fosse e ho confidato nel fatto che al liceo classico studiamo tanto.

Invece, a due mesi dal test ho capito di non essere pronto. Il primo tentativo, quello cartaceo, è andato male.

A: Parliamo di questo primo tentativo per capire cosa non ha funzionato. Hai studiato da solo? Che metodo hai usato?

J: In quei due mesi ho studiato su libri, lezioni, internet, fonti sparse, esercizi. Ho applicato il metodo tradizionale delle scuole superiori: “leggo, ripeto, vado avanti”.

La pratica era assente. Mi sono esercitato solo le ultime due settimane. Mentre facevo le simulazioni capivo di non essere pronto, totalizzavo circa 20 punti.

Ma avevo ancora la speranza di farcela, nonostante non avessi finito gli argomenti anche a causa di alcuni programmi delle superiori trattati male.

A: Al primo tentativo non hai raggiunto i 20 punti necessari per avere l’idoneità. Come ti sei sentito?

J: La prima settimana è stata molto dura. Tuttavia, il fallimento mi ha spinto a rimettermi in gioco per riprovare il test e mi ha fatto capire che dovevo cambiare metodo.

Per un anno sono stato a casa e ho studiato solo per l’esame. Prima ho finito per bene il programma, poi mi sono dedicato agli esercizi. Ho fatto il grosso errore di non fare matematica e fisica in cui avevo lacune enormi.

Ma lo sbaglio più grande è stato lasciare gli esercizi alla fine. Ho capito l’errore solo quest’anno, che ho superato il TOLC. Ho compreso che la parte fondamentale è la pratica. L’avevo sempre lasciata perdere e i risultati si sono visti.

A: Al secondo tentativo non sei entrato per un niente, come ti sei sentito?

J: La seconda volta la delusione è stata peggiore. Ma ho capito ancora di più che entrare a Medicina era quello che volevo.

A: Con quanto ti sei diplomato al liceo classico?

J: Novanta su cento.

A: Quindi un ottimo punteggio!

A: Ora proviamo a capire come ti sei avvicinato a WAU. Ma prima ti racconto un po’ di me. Anch’io ho fallito il primo tentativo al test e, dopo quella delusione, ho vissuto un anno di forte stress. Provavo più rabbia verso la mia scuola e le persone che mi avevano consigliato male piuttosto che nei miei confronti (cosa che da ragazzi si fa spesso). Poi ho capito, come è successo a te e a tanti altri ragazzi e ragazze, che al centro della mia preparazione dovevo mettere la “gara”.

Però, avevo difficoltà a capire quanto fossi pronto. Fino a quel momento anche io avevo comprato i soliti libri. Ma avevo un amico bravo in informatica e gli ho chiesto di realizzare ciò di cui avevo bisogno: un software che, in base agli argomenti studiati, mi facesse delle domande simili a quelle del test.

Da qui nasce il primo prototipo di piattaforma Wauniversity. Quindi, mi sono iscritto in Biotecnologie e ho condiviso questo simulatore con tutti i colleghi che sognavano di entrare a Medicina. Abbiamo iniziato a scrivere centinaia di quiz simili a quelli del test, da inserire nel database.

L’anno successivo, tutti abbiamo superato il test. Lì ho realizzato che la cosa più bella che avevamo costruito era il gruppo. Avevamo collaborato per raggiungere il successo. Cosa che è stata utile anche il primo anno di Medicina, quando eravamo fra i migliori, anche grazie a quel tipo di studio.

Quindi, tu come sei arrivato da noi? Perché ci hai scelto?

J: Il primo incontro con WAU è stato in un webinar gratuito. Mi stavo guardando attorno. Quello che più mi ha convinto di Wauniversity è stato proprio quel feeling che è scattato, in cui ho sentito che oltre alla qualità di materiali, professori, spiegazione, c’era quello che io non avevo avuto l’anno precedente, ovvero la fiducia e la condivisione di un percorso insieme in cui mi sentissi come se avessi accanto qualcuno nella mia stanza e non solo al di là di uno schermo.

Inoltre, dopo la seconda volta che ho fallito il test mi sono iscritto in Farmacia e il destino mi ha fatto incontrare un collega, ex studente che poi è entrato in Odontoiatria e che aveva seguito WAU, e mi ha confermato che le sue impressioni erano come le mie: anche lui aveva stretto grosse amicizie con dei compagni di studio. Io avevo sofferto molto questo fatto di essere da solo e non avere il metodo.

A: Come è iniziato il tuo percorso in WAU?

J: Ho seguito la Master School, da ottobre a marzo e poi ho continuato per tutta l’estate.

A: Cosa ti è piaciuto di più? Dimmi cosa contraddistingue WAU secondo te.

J: La piattaforma ha cambiato completamente il mio metodo di studio. Finché la barretta di matematica e fisica non si è alzata al cento per cento, io non mi sono mosso. Avevo sotto gli occhi le graduatorie e le statistiche nazionali.

Le lezioni, anche con altri membri della classe.

La pratica e gli esercizi, di qualità altissima.

Inoltre, per usare le parole di Vittoria, una mia compagna di corso, “con WAU non sono entrato tanto in una scuola, ma quasi in una famiglia”. Mi sono sentito bene, avevo qualcuno con cui studiare, dai docenti ai tutor, ai compagni di corso che ho conosciuto e con cui ho stretto amicizie forti.

Poi la qualità dell’insegnamento. In particolare, nel mio caso matematica e fisica. Il mio docente di matematica e fisica, Francesco, è stato incredibile. In quella sezione ho totalizzato 13 punti su 15. Nei test precedenti avevo fatto -0,4 punti.

Ma vale anche per gli altri docenti. Ringrazio tutti per questo. Grazie anche a te per averci dato fiducia.

A: Molti studenti e studentesse si iscrivono a un corso di preparazione pensando che il corso sia sufficiente per fare un buon punteggio. Può anche succedere ma dipende da come lo si vive, dalle basi che hai ricevuto a scuola, dalla capacità di apprendere e mettere in pratica istantaneamente ciò che hai imparato senza dimenticarlo.

La verità è che il corso ti dà un ritmo, gli strumenti, le strategie. Può contare un buon 60/70% della preparazione ma per concretizzare tutto quanto serve l’impegno costante.

Come la pensi?

J: L’impegno serve tanto. L’ho notato quando ho aiutato i compagni che ho conosciuto in WAU. Stavamo in live anche dalle tre alle sette di sera a fare esercizi se qualcuno non capiva, per aiutarci. Seguire la lezione e poi chiudere il libro, non è sufficiente.

A: Quindi, quest’anno com’è andata?

J: Al TOLC-MED di aprile mi sono presentato consapevole che il mio livello era decisamente migliorato e che finalmente avevo fatto la pratica. Ero convinto delle mie capacità, ma il dubbio c’era, dato che era la 3^ volta.

Ho messo tutto quello che avevo nel test e ho fatto un buon punteggio: 31 punti non equalizzato, 64 con l’equalizzazione. Ero perfettamente in linea con le medie di WAU, 96° percentile (tra i migliori due/tremila d’Italia). Ho capito di essere nella direzione giusta.

Poi però c’era luglio e rimettersi a studiare ancora per la 4^ volta. Avendo già un buon risultato nel cassetto non è stato semplice. La tentazione di staccare c’è stata. Infatti, per quasi un mese in cui ho abbassato il ritmo. Me ne sono accorto e ho subito ripreso a studiare. Per questo è stato fondamentale il gruppo. Alcuni miei amici non avevano fatto un buon punteggio. Il fatto che io dovessi essere lì ad aiutarli mi ha aiutato a riprendere.

Al TOLC-MED di luglio avevo meno tensione. La sezione di chimica e fisica era difficilissima. Ho pensato di saltarla ma restando calmo ho risposto quasi a tutto. Avevo migliorato ulteriormente le mie capacità con altra pratica, altri ripassi e aiutando i miei compagni.

A luglio ho fatto ancora meglio, 34,25 punti non equalizzato, 67,21 equalizzato, nel 98° percentile (tra i primi 2.600 in graduatoria su 56.590 iscritti in graduatoria).

A: Come hai trascorso l’estate in attesa dei risultati?

J: Non avevo ragione di preoccuparmi ma fino a quando non ho visto il risultato ero in ansia. Sono entrato nella prima scelta, Milano-Bicocca, una delle sedi più difficili. Ho stappato la bottiglia e ho finalmente staccato la spina.

A: Ancora non hai cominciato ufficialmente la tua carriera. Ora sei dentro. Sarà sicuramente complesso, ma affascinante. Ti auguro di non perdere questo entusiasmo. Capita che durante la carriera ci siano alti e bassi. La vita ti sorprende in positivo e in negativo anche dentro l’università.

Mi hai detto che adesso vorresti iniziare dei progetti para universitari, come la clown terapia e altre cose che ti avvicinano al mondo della medicina. Sono queste che devono tenere acceso il tuo entusiasmo, che spero che non passi mai.

J: Sono convinto della scelta fatta. Ovviamente, un percorso di sei anni è fatto di alti e bassi, ma questo non mi spaventa. Sono ancora più motivato.

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Cosa è incluso? Teoria completa, esercitazioni e simulazioni, la piattaforma e-learning e il supporto di tutor e docenti.

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