Chat with us, powered by LiveChat Test medicina: cos’è il metodo WAU! per superare gli esami

Il metodo WAU!: cos’è e com’è nato

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Stai cercando un metodo efficace per superare il test di medicina? Magari vuoi aiutare i tuoi alunni, oppure tuo figlio o tua figlia a passare gli esami di ammissione alle facoltà ad accesso programmato.

C’è un metodo che può aumentare le possibilità di superare il test e l’ha sviluppato WAUniversity. Il metodo WAU! ha aiutato il 70,9% dei corsisti che l’hanno scelto a passare il test di ammissione e a raggiungere il sogno della laurea in medicina. Ecco in cosa consiste.

La prima volta che si tenta il test di medicina

Se tuo figlio sogna di diventare un medico, forse lo desidera da quando era bambino come uno dei co-fondatori di WAUniversity, Alessandro Lai. Entrambi i suoi genitori sono medici ed è cresciuto sentendo parlare continuamente di diagnosi e cura, ma anche vedendo i sorrisi soddisfatti dei loro pazienti.

Alessandro non era uno studente modello, ma nell’ultimo anno di scuola ha capito di doversi impegnare di più per superare il test. Infatti, si diplomò con la media del 9,2. Una volta presa la maturità, si mise a studiare per il rush finale prima del test d’ingresso insieme ai suoi amici. Si preparavano come potevano: con i libri di quiz, ripassando gli argomenti studiati a scuola, con sintesi, schemi e regole ripetute a voce alta. Poi, arrivò il giorno del test e quello dei risultati: del gruppo di circa una decina di amici era passato solo uno e non era Alessandro, rimasto fuori dalla graduatoria per un punto.

Alessandro si chiedeva “perché ho fallito?”. Questa domanda se la fanno tanti ragazzi che non riescono a superare il test, dato che non passarlo al primo tentativo è abbastanza frequente. In media, solo un candidato su cinque supera il test. Fu la madre di Alessandro Lai a dirgli quanto nella medicina l’errore giochi un ruolo fondamentale, dato che la vita di un dottore è fatta più di dubbi che di certezze. Se davvero voleva fare il medico, era importante saper reagire al fallimento. Altrimenti era meglio che cambiasse aspirazione. Alessandro decise quindi di riprovare.

Com’è nata WAUniversity

Alessandro riprese in mano il test che non aveva superato e ricominciò daccapo. Il suo nemico erano i quiz a risposta multipla. Trovò in rete alcuni simulatori del test che proponevano i quiz degli anni precedenti e iniziò a esercitarsi. Ma le domande erano sempre le stesse. Invece il test d’ingresso per la facoltà di medicina è costituito da 60 domande a risposta multipla create ex novo ogni anno. Allenarsi con questi database era una perdita di tempo.

Così arrivò l’idea: creare un simulatore che avesse al suo interno quiz inediti, catalogati per materia, argomento e livello di difficoltà. Uno strumento capace di analizzare i quiz scelti, le risposte date e il punteggio ottenuto per indicare agli studenti dove concentrare lo studio.

Ne parlò con il suo amico di liceo Michael Pili, che trovava sempre soluzioni brillanti e originali ai problemi di tutti i giorni. Grazie a un altro amico informatico svilupparono il primo prototipo del software di simulazione con i quiz inediti di Alessandro, sul modello di quelli della prova d’ingresso. Per passare il test non era necessario conoscere gli argomenti in modo troppo approfondito bensì studiare come venivano costruite le domande del test.

Nel frattempo, Alessandro aveva iniziato l’università iscrivendosi al corso di laurea in Biotecnologie, in attesa di ritentare il test. Dopo un anno passato a dare esami e fare quiz, arrivò il giorno del test d’ingresso e poi di nuovo quello dei risultati: era passato!

Il metodo WAU!

Quando Alessandro e Michael hanno scoperto il corso di preparazione che Domenico Delogu dell’Università di Sassari offriva agli studenti, è stato subito chiaro in che direzione muoversi. La sua esperienza pluriennale, unita alla loro idea di un software di simulazione, ha dato vita al metodo WAU!.

L’aspetto più importante è che per WAU! lo studente è sempre al centro di una comunità di apprendimento. La scelta di collocare alla base del metodo il gruppo di studio è nata da una sua reale efficacia. Infatti, in WAU! il gruppo di studio è una risorsa, una possibilità per imparare prima e meglio.

Per chi ha avuto come esperienza di formazione solo quella della scuola pubblica, potrebbe essere un po’ difficile capire il metodo WAU!, almeno all’inizio, visto che è diverso, anzi proprio l’opposto. Quello che WAU! propone ai suoi studenti è di iniziare al contrario, partendo dal test anziché dallo studio.

Mettendosi subito alla prova con le simulazioni, i corsisti WAU! imparano a concentrarsi sulle risposte di cui sono assolutamente sicuri. In questo modo si possono sfruttare i risultati esaminando le tre tipologie di risultato possibile:

  • risposta sbagliata
  • nessuna risposta
  • risposta esatta

In un primo momento, gli argomenti relativi alle risposte esatte vengono esclusi dal piano di studio. Invece, le risposte mancanti permettono di capire quali sono i temi che lo studente non conosce affatto, quindi da studiare da zero. Infine, le risposte sbagliate indicano le conoscenze che il corsista possiede ma che vanno riorganizzate.

Un’altra grande differenza tra il metodo di studio della scuola superiore e quello WAU! riguarda la difficoltà. I compiti in classe tendono a essere sempre più difficili degli esercizi assegnati per fare pratica, in WAU! avviene esattamente il contrario. I quiz sono più complessi di quelli del test di ammissione e il tempo a disposizione è dimezzato. Se fai bene le simulazioni, il test non può che andare in modo ottimale.

Come inseriamo lo studente

L’inserimento nelle classi WAU! segue tre fasi.

  1. Il primo step per entrare in WAU! è un colloquio individuale in cui scoprire qualcosa in più sulla personalità del corsista: cosa ama fare nel tempo libero, quali sono i suoi interessi, perché vuole fare il medico. Potrà sembrare una domanda stupida ma non lo è affatto. Molti ragazzi decidono di intraprendere gli studi di medicina senza esserne davvero convinti oppure mossi dalle intenzioni sbagliate.
  2. Il secondo step è fargli conoscere i suoi compagni di viaggio, chi avrà accanto, dalla community del portale WAU! ai compagni che frequenteranno le lezioni insieme a lui. Solo così si può apprezzare l’immensa risorsa che è il gruppo, anche per i più timidi.
  3. Il terzo step sarà sostenere due test per capire dove concentrare lo studio e le energie, per aumentare le probabilità di essere ammessi alla facoltà scelta. Il primo test è di autovalutazione, il secondo di valutazione vera e propria sulle materie del test. Tanti studenti scoprono di essersi sottovalutati. Infatti, in oltre il 50% dei casi i ragazzi ottengono dei risultati di gran lunga superiori a quelli che si prospettano dal primo test.

Infine, vengono mostrati gli strumenti online. All’interno del portale WAU! gli studenti troveranno tutto il necessario per esercitarsi: la piattaforma e-learning che comprende l’aula studio (con materiali didattici, e-book, videolezioni, riassunti, file audio), la sezione con i diversi quiz di simulazione divisi per livello di conoscenze, materia, argomento, capitolo e paragrafo. Ovviamente c’è anche il simulatore del test che contiene tutte le materie del programma ministeriale.

Come si svolgono le lezioni WAU!

Veniamo ora alle lezioni. In WAU! lo studio di un argomento avviene prima di ascoltare la lezione del docente: all’inizio si studia da soli, poi si sostiene un primo test, così da vedere subito attraverso gli errori i punti poco chiari. Il professore sarà lì per chiarire i dubbi. Concentrerà la spiegazione sul necessario, senza perdere tempo a ripetere concetti che tutti gli studenti conoscono. Gli strumenti che utilizzerà saranno diversi: slide, immagini, video, realtà virtuale.

A questo punto entrerà in gioco il metodo del teach to learn. Una volta chiarite le perplessità, il docente chiamerà alcuni studenti a spiegare l’argomento ai compagni. Finita la spiegazione, verrà ripetuto il test per vedere se è stata efficace. Il gruppo di studio si dividerà in sottogruppi di massimo cinque persone e i tre ragazzi che otterranno i punteggi più alti saranno i leader: ciascuno di loro spiegherà a un sottogruppo quello che non è ancora chiaro. Questa fase occuperà la maggior parte della lezione. Successivamente verrà proposto un nuovo test, diverso dal precedente ma sugli stessi argomenti. Dopo le spiegazioni dei leader i punteggi di tutti saranno certamente molto più alti e chi avrà raggiunto il punteggio minimo per la comprensione dell’argomento potrà lasciare la lezione.

Gli altri potranno restare insieme al docente per chiarire i dubbi che non sono ancora emersi e tentare il test una terza volta. Nel 90% dei casi alla fine della lezione tutti gli studenti arrivano all’obiettivo. La lezione dura all’incirca tre ore ma permette di raggiungere risultati incredibili.

Dopo circa 100 ore di lezione lo studente sarà arrivato a un quarto del percorso, e a questo punto WAU! creerà un programma di studio personalizzato, costruito interamente sulla sua preparazione e sul suo stile di vita. A ridosso dell’estate, poco prima del test d’ingresso, c’è il rush finale. Gli studenti passeranno un mese intero ad allenarsi con i compagni, 24 ore su 24, accelerando al massimo l’ultimo step del percorso di studio per arrivare pronti il giorno del test, sia dal punto di vista dello studio sia psicologicamente.

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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