Come prepararsi ai test logico verbali

logica verbale

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Prepararsi ai test di logica verbale è fondamentale per superare i concorsi pubblici, i test di ammissione, le prove preselettive.

In questo articolo capirai come bisogna allenarsi su logica verbale e comprensione verbale.

Infatti, il tuo obiettivo deve essere rispondere correttamente ai quesiti di logica verbale per superare prove preselettive e concorsi pubblici.

La logica verbale

I quesiti di logica verbale non sono test di logica in senso stretto. Perché nella logica verbale entrano in gioco oltre alla sintassi e al ragionamento logico: il linguaggio, il significato, la semantica.

Vediamo ora le principali tipologie di quiz di logica verbale e i relativi esercizi per allenarti sulla logica verbale, la comprensione verbale, il ragionamento verbale.

Indice guida quiz di logica

Quesiti di estraneità logica

Partiamo da una premessa, la differenza tra significante e significato:

  • il significante è l’elemento formale della parola, grafico o fonetico;
  • il significato è l’immagine mentale cioè il concetto associato a quel significante dalle persone che parlano una determinata lingua.

Significato e significante sono molto importanti per risolvere i quesiti di estraneità logica, che rientrano nella macroarea della logica verbale.

I quesiti di estraneità logica sono quelli in cui devi individuare il termine da escludere.

Per trovare il termine da escludere, devi basarti su tre criteri:

  • la nozione di classe di logica
  • la relazione di appartenenza o non appartenenza di un elemento alla classe logica data
  • il nesso etimologico

Ad esempio, dall’elenco di strumenti a fiato:

fisarmonica, flauto, sassofono, piffero, ukulele

scarteremo ukulele perché non è uno strumento musicale a fiato, dove strumenti a fiato è la classe logica di appartenenza.

Ecco tre esempi, uno per ciascuno dei criteri di esclusione.

1) Si individui il termine fuori serie:

  1. Cane
  2. Giraffa
  3. Squalo
  4. Balena
  5. Delfino

Risposta esatta: C. Squalo non appartiene alla classe logica di mammiferi con riferimento al nesso del significato.

2) Si individui il termine da escludere:

  1. Cono
  2. Cero
  3. Molo
  4. Poro
  5. Dolo

La risposta giusta è B, Cero. Escludiamo Cero in base al nesso del significante perché tutte le altre opzioni di risposta hanno due vocali O.

3) Si individui il termine etimologicamente anomalo:

  1. Paradosso
  2. Paracadute
  3. Paralogismo
  4. Parafrasi
  5. Paragrafo

Il termine da escludere è Paracadute, in quanto in questo caso le prime quattro lettere non stanno per il prefisso para: intorno, presso.

Il ragionamento verbale

Passiamo ora al ragionamento verbale e ai trucchi per risolvere i test sul ragionamento verbale. Il ragionamento è una concatenazione di proposizioni.

Per cui, prima di arrivare a spiegare come si risolvono i quiz sui ragionamenti verbali, dobbiamo catalogare le proposizioni.

Innanzitutto, devi sapere che non tutte le frasi sono proposizioni. Dato che la logica si occupa del ragionamento da un punto di vista formale, nei quesiti di ragionamento verbale le proposizioni sono collegate coerentemente.

Ciò significa che ci saranno delle premesse da cui ricavare una conclusione. Premesse e conclusioni sono proposizioni.

Tieni inoltre ben presente che per la risoluzione di questi quesiti non è importante la verità empirica di quanto scritto, ma solo la coerenza interna.

Esistono diverse tipologie di ragionamenti verbali in base alla natura delle proposizioni (universali, particolari o singolari; affermative o negative), alla loro disposizione e loro concatenazione.

Alcune di queste configurazioni sono valide, la maggior parte no.

Per risolvere correttamente i quesiti, piuttosto che provare a classificare tutti i tipi di ragionamento, è più utile usare i diagrammi di Eulero-Venn: si tratta di tradurre le premesse del ragionamento nelle relative rappresentazioni insiemistiche, per poi visualizzare la rappresentazione di sintesi delle premesse.

Facciamo un esempio:

  • Tutti i clown sono tristi.
  • Francesco è un clown.
  • Francesco è triste.

Non è importante che la premessa “Tutti i clown sono tristi” sia vera. Invece, è essenziale notare che si tratta di una proposizione universale affermativa. La seconda premessa “Francesco è un clown” è una proposizione singolare. Anche la conclusione “Francesco è triste” è una proposizione singolare.

Quando da una premessa universale si ricava una conclusione singolare o particolare, sei davanti a un ragionamento deduttivo.

Invece, avrai un ragionamento induttivo quando dalla osservazione di una serie di casi particolari, arrivi a una regola di carattere generale.

Il ragionamento sul clown è valido se una data proprietà, essere triste, appartiene a tutti gli elementi di una classe logica, clown, e un x, in questo caso Francesco, appartiene a tale classe logica.

Comprensione dei brani

I quesiti sulla comprensione dei brani si basano sulla logica proposizionale e sillogistico-deduttiva. Infatti, per poter comprendere un brano per prima cosa bisogna capire gli enunciati, che sono gli elementi che formano il brano, e la relazione fra di loro.

In un testo troverai informazioni principali e secondarie, informazioni esplicite e implicite e il messaggio principale.

Inoltre, per risolvere i quesiti di comprensione dei brani è possibile trasformare il brano argomentativo in un ragionamento. Per farlo bisogna individuare:

  • le premesse, che sono i dati di fatto;
  • le deduzioni intermedie, sono i passaggi logici, impliciti o espliciti, che fungono da elemento di connessione tra le premesse e la conclusione;
  • la conclusione, chiude il circuito della argomentazione. Nella conclusione di norma viene ribadita la tesi di fondo, che è il messaggio principale.

Soprattutto, per rispondere correttamente vale sempre la regola di leggere il testo integralmente e con attenzione, distinguendo le informazioni principali e quelle secondarie. In questo modo, quando arriverai a leggere la domanda e le opzioni di risposta, avrai già ben presenti le tesi di fondo e le argomentazioni.

Inoltre, prendi in considerazione avverbi e aggettivi di quantità, che spesso rappresentano altrettante parole chiave.

Facciamo un esempio tratto dai quiz di comprensione dei brani elaborati dal MIUR per il test di ammissione a medicina e odontoiatria del 2019.

Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull’argomento.

Riparare i danni neurali della demenza

La demenza frontotemporale è un deterioramento cronico e irreversibile delle capacità cognitive: è così chiamata perché ha origine da un’alterazione dei neuroni dei lobi frontali e temporali del cervello. Gli studi epidemiologici indicano che si tratta di una patologia relativamente rara, poiché rappresenta il 10 per cento circa dei casi complessivi di demenze. È caratterizzata inoltre da un’insorgenza più precoce rispetto ad altre demenze come la malattia di Alzheimer: i primi segni di malattia possono infatti manifestarsi tra i 55 e i 65 anni.

Grazie a nuovo studio pubblicato sulla rivista “Journal of Neuroscience”, J.Terreros-Roncal e colleghi dell’Universidad Autonoma de Madrid, in Spagna, hanno identificato le specifiche alterazioni neuronali associate alla demenza frontotemporale nel cervello di esseri umani e di un ceppo di topi di laboratorio geneticamente modificati che rappresentano un modello animale per la malattia.

Nei roditori, inoltre, gli autori sono riusciti a bloccare e a invertire il processo degenerativo. Dallo studio è emerso che il danno neuronale tipico della demenza frontotemporale riguarda nello specifico le cellule granulari dentate, la principale tipologia di cellule che si trova nella regione cerebrale del giro dentato, all’interno dell’ippocampo.

Gli autori hanno dimostrato, per la prima volta, che in pazienti e in animali affetti da demenza frontotemporale, questa popolazione di cellule ippocampali era disconnessa dalle altre regioni cerebrali, con una differenza evidente rispetto ai soggetti normali dei gruppi di controllo.

Inoltre, i ricercatori hanno osservato che le alterazioni nelle cellule granulate umane di recente formazione erano molto simili a quelle dei topi.

Un dato fondamentale emerso in precedenti ricerche è che il giro dentato produce cellule granulari dentate per tutta la vita. Così i ricercatori hanno cercato di sfruttare il potenziale rigenerativo e terapeutico di queste cellule. Attivando chimicamente le cellule e mettendo gli animali in un ambiente stimolante, con ruote e giocattoli in movimento, sono riusciti a compensare le alterazioni morfologiche nelle cellule granulari dentate e a ripristinare parzialmente la connettività interrotta dovuta alla demenza.

Il successo della sperimentazione lascia sperare che, una volta trasferiti sugli esseri umani, questi risultati possano essere utili per comprendere meglio le demenze e aprire nuove prospettive terapeutiche in un ambito, quello dei processi neurodegenerativi legati all’età, in cui le opzioni di cura sono attualmente molto scarse.

Dalla lettura del Brano 1 si possono dedurre le seguenti affermazioni:

P1) La demenza frontotemporale è sempre dovuta al danno neuronale delle cellule granulari dentate nell’ippocampo.

P2) Gli autori sono riusciti a trovare una cura per la demenza frontotemporale.

P3) Circa il 10% delle persone anziane soffre di demenza frontotemporale.

Quale/i delle precedenti deduzioni e/sono corretta/e?

  • Nessuna
  • Solo P2
  • Solo P3
  • P1 e P3
  • P1 e P2

La risposta esatta è Nessuna. Infatti, l’affermazione P1 non è accettabile per un “sempre” di troppo; la P2 è inaccettabile perché è chiaro che gli autori non hanno trovato una cura definitiva; la P3 perché la percentuale del 10% si riferisce ai casi di demenza frontotemporale sul totale dei casi di demenza.

Ora che hai capito come risolvere i quiz di logica verbale, devi imparare le tecniche di risoluzione anche delle altre tipologie di test di logica.

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Immagine in evidenza di Skitterphoto da Pexels

Paola Pala

Paola Pala

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