Cosa sono PAI e PIA, differenze e ordinanza

PAI scuola

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Cos’è il PAI e il PIA? Questi due acronimi sono diventati di uso comune tra voi docenti dopo che il Covid-19 ha costretto buona parte degli studenti alla DAD per lunghi periodi.

Il PAI, Piano di Apprendimento Individualizzato, e il PIA, Piano di Integrazione degli Apprendimenti, sono due strumenti introdotti a maggio 2020 per il recupero delle attività non svolte nell’anno scolastico 2019/2020.

Potrebbe essere utile continuare a usarli anche per l’anno scolastico 2020/2021 perché anch’esso è trascorso in gran parte in DAD, soprattutto per gli studenti delle superiori. Quindi, questi strumenti saranno ancora utilizzati?

Nel frattempo, vediamo come funzionano.

Cosa sono PAI e PIA

Ordinanza PAI e PIA

La didattica a distanza, DAD, e il diverso accesso ai mezzi di informazione e comunicazione tra studenti hanno aumentano il gap di apprendimento tra gli alunni. Per contrastare il digital divide causato dalla pandemia e rispondere meglio alle necessità personalizzate degli studenti, soprattutto quelli con BES e DSA, il Ministero dell’Istruzione ha introdotto alcuni strumenti didattici per risolvere il problema del recupero degli apprendimenti persi a causa della pandemia.

In questo contesto sono stati sviluppati il Piano di Apprendimento Individualizzato (PAI) e il Piano di Integrazione degli Apprendimenti (PIA). Questi due nuovi documenti sono stati resi obbligatori per gli scrutini di fine anno scolastico 2019/2020, come previsto dalla ordinanza ministeriale n.11 del 16 maggio 2020.

Scopriamo di più sul modo in cui devono essere gestiti e la loro funzione nella didattica.

Cos’è il PAI

Che cos’è il Piano di Apprendimento Individualizzato? Il PAI è predisposto dai docenti del consiglio di classe in caso di valutazioni inferiori a sei decimi. Le discipline in cui lo studente ha conseguito questa valutazione dovranno essere indicate nel piano.

Secondo l’articolo 3 dell’ordinanza ministeriale, nel PAI sono indicati gli obiettivi di apprendimento da conseguire o consolidare. Lo scopo è quello di creare le condizioni necessarie per il livello di apprendimento che sarà richiesto nella classe successiva e pianificare le strategie per il suo raggiungimento.

Il PAI nella scuola secondaria di secondo grado prevede anche una diversa pianificazione delle strategie didattiche e organizzative. Può essere operata una strutturazione diversa della classe, per esempio per gruppi di livello, accorpando gli studenti con gli stessi ritmi di apprendimento e lo stesso stile cognitivo, anche di classi parallele.

L’articolo 11 dell’ordinanza precisa che il PAI va allegato al documento di valutazione, consegnato alle famiglie, ma non menziona una sua eventuale condivisione con le famiglie, che rientrerebbe nell’ambito dei rapporti scuola/famiglia, come nel caso di PEI e PDP.

Per approfondire, leggi anche l’articolo su PEI e il PDP.

PIA a scuola

Il PIA o Piano di Integrazione degli Apprendimenti è una riprogettazione disciplinare. Chi compila il PIA e chi lo redige? Il PIA è a cura del Consiglio di classe o del team docenti. Nel piano dovranno essere inserite tutte le attività didattiche eventualmente non svolte, rispetto a quanto progettato all’inizio dell’anno scolastico.

Secondo l’articolo 2 dell’ordinanza, nel PIA si devono specificare gli obiettivi di apprendimento non affrontati o che richiedono approfondimento.

La nuova progettazione deve essere finalizzata a un piano definito di integrazione degli apprendimenti.

PAI e PIA: differenza

Entrambi i documenti fanno parte dell’attività didattica ordinaria e vengono attuati a partire da settembre proseguendo per l’intera durata dell’anno scolastico, se necessario. Inoltre, entrambi i documenti si concentrano sugli obiettivi di apprendimento.

Quali sono le differenze tra PAI e PIA? Il PAI è basato sugli obiettivi di apprendimento non conseguiti, mentre il PIA sugli obiettivi di apprendimento non svolti.

Per il PAI, il Consiglio di classe deve attivare specifiche strategie che abbiano come scopo il miglioramento dei livelli di apprendimento, utilizzando tutte le forme di flessibilità didattica e organizzativa. Per il PIA, l’obiettivo è quello di integrare le conoscenze e le abilità non trattate durante il periodo della didattica a distanza.

La principale differenza tra PAI e PIA:

  • il PAI è calibrato sul singolo studente, che ha bisogno recuperare gli apprendimenti non raggiunti;
  • il PIA è relativo a tutta la classe e ha come finalità il completamento della progettazione di inizio anno considerando le specificità della didattica a distanza.

Dunque, il PIA può considerarsi quasi uno strumento sovraordinato al PAI. L’integrazione degli apprendimenti generale, progettata per l’intera classe, potrà includere dei micro-progetti per gruppi di studenti che dovranno recuperare o consolidare, secondo strategie individualizzate, determinati obiettivi di apprendimento.

Mentre il PAI è allegato al documento di valutazione dello studente, il PIA insieme ai tempi e modalità necessarie al suo svolgimento dovrebbe essere comunicato dall’istituzione scolastica alle famiglie, entro l’inizio del mese di settembre.

PAI scuola secondaria di secondo grado

Come funziona il PAI nella scuola secondaria di secondo grado? Il processo comincia con la valutazione degli studenti sulla base dell’attività didattica effettivamente svolta, in presenza e a distanza, utilizzando la scala di valutazione in decimi. Questa attività è svolta dal consiglio di classe.

Nel verbale di scrutinio finale sono espresse per ciascun studente le eventuali valutazioni insufficienti relative a una o più discipline. I voti inferiori a sei decimi sono riportati nel documento di valutazione finale. Nel caso di media inferiore a sei decimi per il terzo o il quarto anno è attribuito un credito pari a 6, con la possibilità di integrarlo con il piano di apprendimento individualizzato.

Gli studenti ammessi alla classe successiva con votazioni inferiori a sei decimi sono i destinatari del Piano di Apprendimento Individualizzato in cui sono indicati, per ciascuna disciplina, gli obiettivi di apprendimento da conseguire e le strategie per raggiungerli.

Se i docenti del consiglio di classe non hanno abbastanza elementi per valutare lo studente per cause non legate alla disponibilità di apparecchiature tecnologiche, ma causate dalla mancata o sporadica frequenza, lo studente potrebbe non essere ammesso alla classe successiva.

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Immagine in evidenza di Vanessa Garcia da Pexels

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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