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Carcinoma della mammella: da futuro medico parla di prevenzione!

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Il Carcinoma della mammella (o tumore alla mammella) è il tumore maligno più diffuso tra le donne. Da medico potrebbe capitarti innumerevoli volte di dover informare, orientare e guidare pazienti spaventate o in cerca di risposte.

Certo, non lo sei ancora, ma se vuoi diventare medico la tua vocazione dovrebbe essere quella di studiare il corpo umano e i suoi disturbi, di essere utile alle persone, alleviare le loro sofferenze e impegnarti nel diffondere le corrette informazioni riguardo alle malattie.

Se sono questi i tuoi valori non hai bisogno di diventare ufficialmente medico per viverli concretamente, perché non iniziare subito a essere utile alle persone aiutandole nella corretta informazione ed educandole alla prevenzione?  

Cos’è il Carcinoma della mammella? Una risposta semplice.

Come risponderesti alla domande: 

“Ma che cos’è il carcinoma della mammella? Dove nasce?”

Ti suggeriamo una risposta semplice ma esaustiva!

È una formazione patologica di nuove cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria ( più tecnicamente una neoplasia epiteliale maligna della ghiandola). 

La ghiandola mammaria è costituita da 15-20 lobi immersi in tessuto adiposo. Come delle piccole sacche ognuno dei lobi contiene a sua volta numerosi lobuli. I lobuli sono responsabili della produzione del latte e ogni lobo (le “sacche” contenenti i lobuli) ha un proprio dotto escretore, o dotto galattoforo, che porta il latte al capezzolo. 

Descritta la ghiandola potresti aggiungere che esistono due tipi principali di carcinoma della mammella:

  • il carcinoma lobulare, così chiamato quando origina dalle cellule dei lobuli (le strutture ghiandolari contenuti nei lobi);
  • il carcinoma duttale, originato dalle cellule di rivestimento dei dotti (i canali che trasportano il latte). 

Se le cellule tumorali non sconfinano dal luogo in cui sono proliferate allora si parla di “carcinoma in situ”, mentre se invadono altre parti del corpo si parla di “carcinoma infiltrante”. 

Tumore alla mammella: quanto è diffuso, quanto è rischioso? Alcuni numeri da ricordare.

Purtroppo è la forma di tumore maligno più frequente nelle donne, e la prima causa di morte per tumore. Si contano ogni anno sempre più diagnosi di carcinoma della mammella (+ 0,3% anno) ma la buona notizia è che sempre meno donne muoiono a causa di questo tumore (-0,8% anno).

Ti chiedi come sia possibile? 

Semplicemente grazie alla Prevenzione e l’Informazione

Proprio ciò in cui ti puoi impegnare, tu futuro medico. 

La Prevenzione e la corretta Informazione salvano davvero la vita.

La Prevenzione e la corretta Informazione salvano davvero la vita.

Gli screening (controlli).

Grazie agli screening (controlli) periodici eseguiti su donne senza segni di malattia è possibile intercettare un eventuale carcinoma della mammella in fase precoce, iniziando a curarlo immediatamente e con terapie poco invasive. 

In Italia sono attivi dalla metà degli anni ‘90 programmi di screening gratuiti organizzati dalle ASL. Ogni 24 mesi viene spedita una lettera dove si invitano tutte le donne tra i 50 e i 69 anni a usufruire di una mammografia gratuita (in alcune regioni anche alle over 45). 

Secondo uno studio pubblicato nel 2012 sul Journal of Medical Screening, che ha passato in rassegna le ricerche pubblicate sui programmi di screening per il cancro al seno attivi in Europa, ha mostrato che per le donne che si sottopongono allo screening la mortalità si riduce del 25%.

Cos’è la Mammografia? 

Si tratta di un esame radiologico della mammella efficace per identificare precocemente i tumori del seno, in quanto consente di evidenziare addensamenti, microcalcificazioni e noduli anche di pochi millimetri. La dose di raggi X utilizzata è molto bassa e i rischi ipotetici sono decisamente inferiori ai benefici.

E se la donna con cui stai parlando ti dice di non aver mai ricevuto alcuna lettera, se ha un’età compresa nelle fasce indicate sopra, dille che può tranquillamente rivolgersi alla ASL di riferimento per essere inserita negli elenchi e accedere gratuitamente all’esame mammografico.

Sono tutte utilissime informazioni che puoi fornire! 

Ma, anche se sembra banale, devi sempre ricordare che non c’è bisogno di aspettare la lettera della ASL o di raggiungere l’età “a rischio” per effettuare dei controlli.

È infatti consigliabile pianificare con il proprio medico un programma di controlli personalizzato prima dei 50 anni, con regolari visite senologiche ed ecografie mammarie, soprattutto per quelle donne che hanno “familiarità” e predisposizione genetica (altre donne nella famiglia che hanno sofferto di carcinoma della mammella).

Autopapalpazione strumento di prevenzione efficace

L’Autopalpazione, uno strumento essenziale.

h3: L’Autopalpazione, uno strumento essenziale.

Uno strumento di prevenzione, gratuito e importantissimo, che dovresti sempre ricordare è l’Autopalpazione. Purtroppo è una pratica molto sottovalutata e poco usata.

Si tratta di un esame semplice e salva-vita che una donna può effettuare da sola per imparare a conoscere il proprio seno, così da poter riconoscere eventuali cambiamenti nelle diverse fasi del ciclo mestruale e alterazioni, anche minime, che rendono la mammella “diversa dal solito”. Nessun cambiamento è troppo piccolo per chiedere informazioni al proprio medico.

Come si effettua l’Autopalpazione?

  • Innanzitutto si parte con l’osservazione, bisogna posizionarsi a torace nudo in un ambiente ben illuminato davanti ad uno specchio e osservare i due seni;
  • prima con le braccia lungo il corpo, poi con le braccia sollevate al di sopra della testa, sia di fronte che di profilo; 
  • poi si inizia  l’autopalpazione: il braccio del seno da esaminare rimane sollevato mentre con l’altra mano (piatta con le dita unite) si tocca delicatamente tutti settori della mammella, facendo scorrere le dita dall’esterno verso l’interno fino ad arrivare all’areola e al capezzolo;
  • naturalmente la stessa operazione va ripetuta per entrambi i seni, prima in posizione eretta e poi supina;
  • ricordarsi poi di esaminare sempre anche il cavo ascellare.

Ecco un video dove si mostra la procedura dell’Autopalpazione  a cura della fondazione ANT.

Quali sono i dettagli a cui prestare attenzione?

  • cambiamenti di forma e dimensioni di uno o entrambi i seni;
  • noduli nel seno o nella zona ascellare;
  • secrezioni dai capezzoli o anomale rientranze degli stessi;
  • alterazioni della cute del seno (avvallamenti, ispessimenti o arrossamenti). 

Ogni quanto va eseguita?

Andrebbe eseguita ogni 2 mesi, dai 20 anni in poi, preferibilmente due o tre giorni dopo il termine delle mestruazioni, quando il seno non è più gonfio a causa del ciclo.

prevenire i fattori di rischio del tumore alla mammella

 Quali sono i principali fattori di rischio del tumore alla mammella?

Sicuramente una domanda che ti può venir posta è:

 “Ma come si prende il tumore al seno? Perché ci si ammala?”. 

Non c’è una risposta chiara e precisa che puoi dare purtroppo ma esistono dei fattori di rischio, alcuni sui quali non si ha controllo altri invece su cui si ha diretta responsabilità.

Fattori di rischio sui quali non si può esercitare alcun controllo.

  • Il Genere: essere donne è il principale fattore di rischio, non è banale sottolinearlo perché il tumore al seno non è una malattia solo ed esclusivamente femminile, infatti anche gli uomini possono svilupparlo seppur in percentuale nettamente inferiore alle donne;
  • L’Età: la probabilità di ammalarsi aumenta con gli anni, tant’è che oltre la metà dei casi si riscontra in pazienti con più di 50 anni. 
  • Fattori Riproduttivi: menarca (primo ciclo) precoce, menopausa tardiva, nulliparità (non avere avuto gravidanze) e prima gravidanza in età avanzata aumentano il rischio; 
  • Familiarità: avere un parente di primo grado con un tumore al seno aumenta il rischio di ammalarsi;
  • Mutazioni Genetiche: il 10% dei carcinomi mammari dipende da difetti in specifici geni e si trasmettono dai genitori ai figli (sono cioè ereditari). Si può stabilire se si è portatori di questi geni con dei specifici dei test genetici (che si eseguono tramite un normale prelievo di sangue), cui si può accedere dopo una consulenza genetica.

Fattori di rischio su cui è possibile intervenire.

Sono quelle cause su cui dovresti puntare di più quando stai parlando di prevenzione e facendo sensibilizzazione.

  • Sovrappeso e Obesità: essere in sovrappeso od obese, specialmente dopo la menopausa, è uno dei principali fattori di rischio per il cancro al seno. Il tessuto adiposo infatti produce estrogeni che vanno ad agire sulla ghiandola mammaria causandone un’eccessiva stimolazione ormonale e dunque aumentando la possibilità che le cellule “impazziscano” e vadano a sviluppare il tumore. L’obesità inoltre può ridurre le possibilità di guarigione quando ormai il cancro è presente: alcuni studi hanno dimostrato che a parità di terapia le pazienti obese rispondono ai trattamenti fino al 35% in meno rispetto alle donne normopeso.

  • Scarsa Attività Fisica: è ormai risaputo che la sedentarietà è la porta per tantissime malattie e il tumore alla mammella è tra queste. Sono sempre di più ormai le prove scientifiche che dimostrano l’importanza dell’attività fisica nel ridurre il rischio di tumore in generale, e in particolare proprio al colon e al seno;
  • Fumo e Alcol: possono contribuire a un più elevato rischio di cancro al seno. È importante che tu consigli di limitare il consumo di alcol e di porre fine al vizio del fumo.
  • Dieta: anche se in realtà  mancano prove definitive sull’effetto di diete particolari sul tumore è risaputo che l’alimentazione è fondamentale a dare energia e benessere al corpo.
    Una buona e sana alimentazione, oltre a ridurre la probabilità di diventare obese, dà il giusto carburante al fisico perché funzioni ottimamente, una cattiva alimentazione per contro può contribuire allo sviluppo o alla crescita di un carcinoma della mammella;
  • L’Uso della Terapia Ormonale sostitutiva in Menopausa: le terapie a base di estrogeni e progesterone utilizzate per alleviare i sintomi della menopausa e il rischio di osteoporosi, soprattutto se usate per lunghi periodi di tempo, sembrano poter aumentare di 3-4 volte il rischio di ammalarsi. I contraccettivi orali invece aumentano solo lievemente il rischio assoluto, e si riduce nei 10 anni successivi alla loro interruzione.

Conclusioni.

A chi dovresti parlare di questi argomenti? 

A tutte le donne che conosci, giovani e meno giovani: sorelle, cugine, amiche, madri, nonne.

Parlane, fai informazione in modo semplice e chiaro. 

Non importa se non ricorderai tutto ma parla dell’importanza della prevenzione, dei rischi che si corrono a “ignorare” cambiamenti nel proprio seno o a vergognarsi di fare l’autopalpazione.  

Il Carcinoma della mammella è un male che si può curare in anticipo e garantire una vita lunga e piena alla persona che ne è colpita. 

Non sei ancora un medico d’accordo ma aiutare le persone è la tua vocazione, educare alla prevenzione è una delle migliori cose che puoi fare mentre aspetti di superare facilmente il test di ammissione a medicina, iniziare a studiare per diventare medico e vivere il tuo sogno. 

Ti aspettiamo al prossimo articolo!

 

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Antonella Sanna

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