Come insegnare a fare i calcoli a mente ai bambini: metodi per docenti e genitori

come insegnare i calcoli a mente ai bambini

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Secondo alcuni genitori, una delle cose più difficili nello studio della matematica è come insegnare a fare i calcoli a mente ai bambini.

Ma è veramente così? Imparare a contare può e deve essere divertente, per esempio si possono insegnare le addizioni giocando. Vediamo come insegnare a fare i calcoli a mente ai bambini per allenare la memoria e aumentare la fiducia nelle loro capacità.

Come insegnare ai bambini a contare

Come insegnare il calcolo a mente

Nasciamo per lo più con l’intelligenza numerica, che al pari di quella verbale, deve essere sviluppata e allenata. Per esempio, è noto che i bambini sappiano già riconoscere le diverse quantità sin dai primi mesi di vita.

Il compito della scuola è insegnare il calcolo mentale ai bambini per rafforzare i processi cognitivi che regolano la conoscenza dei numeri.

Il modo migliore di insegnare a contare ai bambini di prima elementare o anche più piccoli è quello del gioco. Si possono mostrare ai piccoli i diversi trucchi per metterli in condizione di fare rapidamente i calcoli a mente.

Per stimolare la loro creatività, bisogna porre l’attenzione sul fatto che non esiste un metodo unico, l’importante è che i bambini trovino quello che funziona per loro. L’unica pratica sconsigliata è quella di usare i procedimenti del calcolo scritto per quello mentale.

Per esempio, usare le dita è un procedimento che i bambini scelgono spesso spontaneamente per imparare le addizioni in prima elementare.

Metodi e consigli per insegnare a fare i calcoli a mente ai bambini

Vediamo quali sono i migliori consigli per insegnare ai bambini a contare, che funzionano spesso anche nel caso di bambini diagnosticati con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, DSA.

  • Prima di tutto, bisogna allenare la memoria. Assicurati che i bambini abbiano capito le proprietà dei concetti matematici. Una volta che siamo certi di questo, possiamo procedere con i trucchi e poi consolidare il concetto per passare a quello successivo.
  • Insegnare ai bambini a essere astuti: 4+30 diventa più semplice se lo facciamo diventare 30+4. Ma devono capire che lo stesso non vale per le sottrazioni.
  • Sommare le decine è facile: 50+20 è come 5+2 ma con uno zero alla fine.
  • Si può usare il gioco degli amici del 10, quei numeri che sommati danno 10. Per esempio, 43+7 può diventare 40+3+7=40+10=50.
  • Per le sottrazioni insegnare a fare i calcoli a mente è un po’ più difficile, ma anche qui ci sono delle regole. Per esempio, per trovare il risultato di 86-37 è sufficiente aggiungere 3 unità al 37 per rendere il calcolo più facile. Dopo aver eseguito l’operazione 86-40=46, possiamo “restituire” il 3 che abbiamo aggiunto e otteniamo 49.
  • I docenti devono stimolare la conversazione sui numeri in classe. Per esempio, se la somma di due numeri consecutivi può essere un numero pari o su cosa succede se si sommano tre numeri consecutivi.
  • Bisogna far fare ai bambini tanta pratica. Più operazioni fanno a mente, più diventeranno bravi a farle. Vanno stimolate soprattutto quelle più difficili, come la sottrazione o la moltiplicazione con numeri superiori al 10. Con il tempo il calcolo a mente diventerà un gioco da ragazzi!

Come insegnare a contare ai bambini discalculici

Insegnare il calcolo ai bambini diagnosticati con la discalculia richiede più impegno e pazienza. In caso di tale disturbo dell’apprendimento, a non svilupparsi nel bambino è il senso numerico intuitivo. Di conseguenza, fare i calcoli a mente può diventare molto complicato.

Di solito i bambini con questa difficoltà evitano per quanto possibile di fare i calcoli a mente e hanno problemi a lezione di matematica. Ecco come aiutarli:

  1. per cominciare, bisogna impiegare oggetti maneggiabili, come cubi, palline, o bastoncini di legno per rendere il calcolo meno astratto possibile;
  2. i docenti e i genitori dovrebbero usare il linguaggio più semplice possibile quando parlano di numeri e operazioni, per favorire l’apprendimento;
  3. per quanto possibile, bisogna limitare i carichi di memoria, favorire il gioco e gli esercizi semplici e veloci, per mantenere il riscontro positivo ed evitare per quanto possibile il senso di fallimento o il sovraccarico cognitivo.

Come abbiamo visto, con i metodi giusti e favorendo la tecnica del gioco, insegnare ai bambini a fare i calcoli a mente può diventare un processo divertente che li aiuta a migliorare l’opinione positiva che hanno di sé e delle proprie capacità.

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Immagine in evidenza di kazuend su Unsplash

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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