Cos’è la comunicazione aumentativa alternativa

comunicazione aumentativa alternativa

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Quando si tratta di alunni con BES e DSA, un approccio che potrebbe apportare numerosi benefici è quello della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Lo scopo della CAA è offrire alle persone con bisogni comunicativi complessi la possibilità di comunicare tramite altri canali che si affianchino a quello orale.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo approccio clinico e come viene applicato.

Cos'è la comunicazione aumentativa alternativa

Cos’è la comunicazione aumentativa alternativa

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è il termine che si usa per tutte le modalità di espressione alternative in grado di facilitare la comunicazione delle persone che hanno difficoltà a esprimersi attraverso i canali comunicativi più diffusi, come il linguaggio e la scrittura.

In questo approccio sono incluse varie tecniche, strategie e tecnologie rivolte alle persone con difficoltà comunicative, agli interlocutori e all’ambiente nel quale questi interagiscono.

Le persone con difficoltà di comunicazione apprendono i metodi della CAA in situazioni pratiche di comunicazione reale. Gli esperti in CAA scelgono tra i vari approcci tecnici quello che più si addice ai bisogni del singolo soggetto e alle sue caratteristiche: come età, patologia, capacità comunicative, visive, ecc.

A chi è rivolta la comunicazione aumentativa alternativa

I destinatari della CAA sono molteplici, dato che si può usare in qualsiasi situazione dove ci siano soggetti con difficoltà di comunicazione.

Alcuni ambiti e soggetti di applicazione della comunicazione aumentativa alternativa sono:

  • bambini con la sindrome Down o disturbi pervasivi dello sviluppo, come l’autismo o Asperger
  • pazienti che sono stati sottoposti agli interventi chirurgici
  • bambini e adulti affetti da disprassie verbali
  • persone anziane nelle case di riposo
  • persone affette da SLA
  • persone paralizzate

In Italia si usa soprattutto per soggetti in età evolutiva, mentre in altri paesi viene impiegata anche per adulti e anziani.

Si potrebbero trarre benefici dall’uso della comunicazione aumentativa alternativa anche nel caso dell’apprendimento di una nuova lingua da parte di persone straniere o della lettura in bambini in età prescolare.

In cosa consiste la CAA e quali sono i suoi strumenti

In Italia la CAA è praticata per lo più da riabilitatori formati in materia, di solito logopedisti, fisioterapisti o medici. Potrebbe essere potenzialmente applicata da qualsiasi interlocutore che sia a conoscenza dei metodi impiegabili.

Tra gli strumenti più usati nella comunicazione aumentativa alternativa ci sono libri, schede e strumenti informatici di comunicazione simbolica, utile in situazioni in cui la persona non conoscendo l’alfabeto non è in grado di comporre le parole. Questo strumento consiste nell’associare le immagini alle parole o ai concetti espressi di frequente per facilitare la memoria e l’utilizzo.

Questi libri devono essere costruiti su misura per permettere ai bambini di venire coinvolti dall’interazione con lo strumento e di trarne beneficio: dal contenuto alla grafica tutto deve essere studiato per permettere un’interazione efficace e proficua.

Esempi di comunicazione aumentativa alternativa

Esistono 2 principali tipi di comunicazione aumentativa alternativa:

  • AAC non assistita, dove non è richiesto il supporto di oggetti e la persona utilizza il proprio corpo. Esempi di CAA non assistita sono: l’uso del contatto visivo, l’espressione del viso, il linguaggio del corpo, i segni manuali e la gestualità;
  • AAC assistita è quella dove vengono utilizzati degli elementi esterni per aiutare la comunicazione. Questi elementi possono essere tecnologici (tablet, tecnologie per la comunicazione) o non tecnologici, come oggetti, libri, carta e penna, immagini.

Un esempio di comunicazione aumentativa alternativa particolarmente efficace nel caso dell’autismo è la PECS, Sistema di Comunicazione mediante Scambio per Immagini. Si tratta di un programma in 6 fasi che aiuta i bambini a sviluppare la comunicazione.

Nella prima fase avviene lo scambio fisico guidato tra l’immagine nel libro e l’oggetto che lo rappresenta. In seguito, il bambino è incoraggiato a usare il libro contenente l’immagine per comunicare, a discriminare quel simbolo tra i vari stimoli visivi e a esprimere una scelta.

Storia breve della CAA

I primi esempi sperimentali di comunicazione aumentativa alternativa iniziarono negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, partendo spesso dalle famiglie di persone con disabilità.

L’aumento di persone che sopravvivessero a ictus, traumi e malattie mantenendo danni cerebrali portò ad un numero sempre maggiore di ausili alla comunicazione, anche se ancora poco sistematizzati.

Il metodo fu ufficializzato e diffuso a livello mondiale grazie alla creazione nel 1983 di ISAAC (International Society for Augmentative Alternative Communication), società di ricerca di CAA di cui fanno parte ricercatori nordamericani ed europei.

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Immagine in evidenza di Lina Kivaka su Pexels

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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