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Da OSS a infermiere: come fare il passaggio

In molti si chiedono come passare da OSS a infermiere. Tra questi, alcuni sono già OSS e vogliono migliorare le loro condizioni professionali. Altri, prima ancora di conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario, si domandano se invece non gli convenga intraprendere direttamente il percorso formativo per diventare infermiere.

Differenza tra OSS e infermiere

Prima di spiegare le differenze, è importante sottolineare che OSS e infermiere sono complementari. Infatti, il benessere del paziente dipende da entrambe queste figure professionali che concorrono in modo diverso alla sua cura.

Le differenze tra OSS e infermieri si dividono in 3 ambiti:

  • formazione. Per diventare OSS bisogna avere il diploma di scuola superiore e seguire un corso di formazione professionale per ottenere la qualifica. Inoltre, alla qualifica di base, possono aggiungersene altre per migliorare le competenze. Invece, per diventare infermiere, bisogna accedere al corso di laurea triennale in Infermieristica e conseguire la laurea, abilitante all’esercizio della professione;
  • competenze. Le principali mansioni dell’OSS riguardano l’assistenza di persone non autosufficienti, disabili e anziani. Gli OSS si occupano dell’igiene del paziente, della sua mobilità, alimentazione e monitorano il suo stato emotivo. Gli OSS possono anche somministrare alcuni farmaci, ma sempre sotto supervisione, e svolgere interventi di primo soccorso. Le competenze degli infermieri sono molto più approfondite e, di conseguenza, anche le loro responsabilità. Gli infermieri somministrano farmaci, anche per endovena, gestiscono terapie e dispositivi medici, praticano procedure invasive e partecipano alle procedure diagnostiche. Inoltre, possono ricoprire ruoli gestionali e di coordinamento, ad esempio nei reparti ospedalieri;
  • luogo di lavoro. Gli OSS lavorano a domicilio oppure presso case di riposo e strutture ospedaliere. Le opportunità di lavoro per gli infermieri sono più ampie perché includono anche ambulatori, cliniche, centri di ricerca.

Chi è il super OSS

Il super OSS o OSSS, definito dalla Conferenza Stato-Regioni del 2003, è un Operatore Socio Sanitario Specializzato. Rispetto all’OSS, il super OSS ha competenze più vaste che gli consentono di supportare al meglio gli infermieri, ad esempio nella somministrazione della terapia farmacologia per via intramuscolare.

Per diventare super OSS, bisogna seguire un ulteriore corso di formazione, seppur più breve rispetto a quello per OSS, di circa 300-350 ore.

Da OSS a infermiere

Nel corso di questi anni, la figura dell’OSS è stata al centro di varie proposte di modifica, soprattutto durante la pandemia da Covid, quando la carenza di infermieri si è fatta sentire con ancora più forza.

Alcune Regioni hanno attuato iniziative proprie ma, anche per bloccare il proliferare di provvedimenti regionali in ordine sparso, si è cercato di arrivare a una riforma nazionale della figura dell’OSS che, grazie a un ulteriore corso di formazione, sia qualificato per fornire assistenza sanitaria diretta e supporto gestionale e organizzativo.

Tuttavia, nonostante queste novità, la figura dell’OSS rimane distinta da quella dell’infermiere e l’unico modo per diventare infermiere consiste nel conseguimento della laurea triennale in Infermieristica.

Il corso di laurea in Infermieristica è ad accesso programmato. Questo significa che ogni anno il MUR, sulla base di quanto suggerito dalle Regioni e dalla struttura sanitarie, stabilisce un numero di posti disponibili nelle università, divisi tra i vari atenei.

Pertanto, per accedere al corso di laurea negli atenei statali bisogna superare il test per le professioni sanitarie. Ci sono anche atenei privati con attivo il corso di laurea in Infermieristica. Queste università sono autonome nell’organizzazione della prova ma il numero di posti è comunque limitato.

Per approfondire leggi come diventare infermiere.

Test infermieristica

Il test professioni sanitarie negli atenei statali si svolge ogni anno a settembre, nello stesso giorno per tutti i candidati. Nonostante questo, l’esame non è uguale ma cambia da ateneo ad ateneo. Tuttavia, le prove devono avere una struttura simile.

La struttura del test professioni sanitarie, organizzato in presenza e in modalità cartacea, prevede 60 quiz a cui rispondere in 100 minuti (in inglese per l’accesso al corso di laurea in inglese in Nursing), divisi tra:

  • 4 quiz di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
  • 5 quiz di ragionamento logico e problemi;
  • 23 quiz di biologia;
  • 15 quiz di chimica;
  • 13 quiz di matematica e fisica.

Il punteggio del test di professioni sanitarie è calcolato in questo modo:

  • +1,5 punti per ogni risposta esatta
  • 0 punti per risposta non data
  • -0,4 punti per ogni risposta sbagliata

Invece, i test per Infermieristica negli atenei privati sono diversi da quelli negli atenei pubblici e sono disciplinati da specifici bandi professioni sanitarie.

Leggi di più su come funziona il test infermieristica negli atenei statali e privati. Inoltre, per esercitarti rifai i test degli anni precedenti: vai all’archivio test professioni sanitarie. Infine, entra nel gruppo whatsapp sulle professioni sanitarie.

Immagine in evidenza di Sabine van Erp da Pixabay

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