Come passare il test di medicina: perché il metodo WAU! funziona

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Vuoi garantire a tuo figlio la formazione migliore per entrare in medicina o stai cercando un progetto didattico innovativo nel quale investire?

Da oltre dieci anni noi di Wauniversity puntiamo su tecnologia, innovazione, metodo, test, simulazioni e mettiamo al centro della didattica il capitale umano formato da docenti e tutor.

Leggi come aiutiamo i nostri corsisti a superare il test di medicina e odontoiatria, veterinaria e professioni sanitarie.

WAU!: cos’è oggi

Nel secondo episodio sulla storia di WAU! abbiamo raccontato come i fondatori di WAU! siano arrivati a ideare un metodo di studio efficace per superare i test di ammissione, basandosi sulla sinergia tra tecnologia, dati, forza del gruppo studio e collaborazione tra studenti, tutor e docenti.

Cosa è oggi WAU? Dopo il successo del primo corso di preparazione ai test, Alessandro e Michael capirono che il progetto funzionava e poteva diventare davvero grande. Nel frattempo, Alessandro si era iscritto a un corso di formazione per giovani imprenditori della Camera di Commercio nel quale il progetto WAU! si aggiudicò 10.000 euro a fondo perduto come migliore idea tra quelle proposte. Quei soldi furono investiti per sviluppare il portale WAU! e contattare alcuni laureati in medicina per creare altri quiz per il database di quiz.

A giugno 2014 il prodotto fu lanciato sul mercato, raccogliendo in un anno oltre 6.000 iscrizioni gratuite. Grazie alla community sui social, gli aspiranti studenti potevano confrontarsi sul test e ricevere consigli per prepararsi al meglio. Arrivarono anche le prime vendite di abbonamenti. Gli studenti che si erano preparati con WAU! e che superarono il test furono numerosi. Un’ulteriore conferma dell’efficacia del programma.

Nel 2016 arrivarono le prime richieste di lezioni private online e WAU! iniziò a proporre i suoi servizi in tutta Italia, anche attraverso partnership con altre società e formazione sul metodo WAU!, crescendo in maniera esponenziale. Sempre più ragazzi passavano il test di medicina grazie ai corsi WAU! online o a quelli dei partner che utilizzavano lo stesso metodo.

Il futuro di WAU!

Ed eccoci a oggi. Forte di questi risultati, Wauniversity ha scelto di investire in nuovi strumenti didattici che aiutino gli studenti ad assimilare molte informazioni in tempi rapidi. L’obiettivo è far diventare WAU! lo strumento per superare i limiti dell’apprendimento. Ad esempio, grazie alla realtà virtuale nello studio dell’anatomia, l’apprendimento diventa un’esperienza. L’efficacia di questo sistema è evidente: tra i risultati delle simulazioni somministrate agli studenti prima di una lezione in realtà virtuale e quelli di una simulazione fatta subito dopo c’è un abisso.

Affidarsi oggi al metodo WAU! significa avere il 400% di chance in più di passare il test grazie al supporto di una community di oltre 70.000 utenti, un sistema di machine learning e gamification per ridurre il tempo di studio, una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale.

Il 93% di studenti WAU! completano con successo i corsi e circa il 70,9% di loro superano il test di ammissione!

Perché il metodo WAU! funziona

Nel primo episodio della storia WAU! abbiamo ricordato com’è nata l’idea di WAU! mentre nel secondo abbiamo illustrato gli strumenti sui quali si basa. In questo terzo e ultimo episodio spieghiamo perché il metodo WAU! funziona veramente.

La prima cosa da sapere è che il metodo WAU! non offre formule magiche, ma si “limita” a tirare fuori il meglio di ogni studente e delle risorse che ha dentro di sé per rendere efficace il suo studio e aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi.

I tre pilastri del metodo WAU!, quelli che lo rendono unico, sono: decisione, allenamento e sfida. Vediamoli uno a uno.

Decisione e consapevolezza

Non si può intraprendere un cammino senza essere sicuri della destinazione. Ecco perché prima dell’iscrizione a un corso, il team WAU! cerca di capire la reale motivazione di ogni studente e di stimolarlo a prendere una decisione consapevole.

Di solito tra coloro che sognano di diventare medici c’è chi lo desidera sin da piccolo, chi ha avuto un’esperienza molto positiva con qualche dottore, ma anche chi decide durante l’ultimo anno delle scuole superiori. Paradossalmente, questi ultimi sono i più avvantaggiati nel test d’ingresso perché provano il test senza aspettative, meno carichi di stress. L’eventuale bocciatura per loro non è una tragedia.

Così come molti ragazzi idealizzano il mondo universitario. Ma frequentare un ateneo non è sempre facile e dietro un camice bianco ci sono sacrifici, studio, rinunce.

Per questo prima di tentare il test di ingresso serve informarsi bene per sapere a cosa si va incontro. Il team WAU! ascolta i dubbi e le perplessità dei corsisti senza pregiudizi e rigidità, creando uno spazio di confronto costruttivo e un dialogo tra futuri e attuali studenti.

L’allenamento

Quindi, il percorso di formazione WAU! inizia con la raccolta di informazioni sullo studente solo se il ragazzo è certo di voler intraprendere questa strada. A seguire, il team verifica da quale livello di preparazione parte. Poi, si procede alla sua profilazione tramite i test di autovalutazione. Soltanto a questo punto si passa agli strumenti di allenamento del metodo WAU!: simulazioni, lezioni, tabella di studio e tanto altro.

In WAU! gli studenti vivono appieno le lezioni e condividono le loro conoscenze in un ambiente collaborativo, sano e produttivo. Lo studio diventa una pratica continua, viva e interessante. Il gruppo trasforma lo studente in un’insegnante e in un membro della community dove può aiutare gli altri.

Le simulazioni dei test di ammissione permettono di monitorare i progressi. In questo modo, gli studenti prendono consapevolezza delle loro competenze, guadagnano fiducia in loro stessi e si sentono intelligenti! Questo è già una vittoria.

Il test di medicina: la sfida

C’è una frase che in WAU! ripetiamo sempre ai ragazzi: «Tu non sei un numero». Non è il risultato del test a definire chi è lo studente. Il punteggio indica soltanto se l’impegno per raggiungere quell’obiettivo è stato sufficiente o no.

Il test si può sempre rifare: chi non entra subito a medicina non è un medico peggiore. Se non si riesce a passare il test bisogna analizzare cosa sarebbe potuto andare meglio e riprovare.

L’obiettivo prefissato deve restare e un risultato negativo non è una scusa per arrendersi. Una volta fatta una scelta, dopo aver impiegato tutte le proprie energie per allenarsi, lasciare a un numero la possibilità di determinare il proprio futuro è un vero peccato.

In WAU! aiutiamo i ragazzi a realizzare il loro sogno, ponendo al centro il loro valore e la loro autostima, fondamentali per chiunque voglia raggiungere il successo.

Se la storia di WAU! ti ha interessato e vuoi sapere di più su strumenti didattici, corsi, eventi, visita il nostro sito.

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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