Quali sono le strategie didattiche inclusive

strategie didattiche inclusive

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Una delle sfide più importanti per gli insegnanti di oggi è quella della didattica inclusiva, che dovrebbe adattarsi a tutti gli alunni in maniera personalizzata.

Tuttavia, non è sempre facile implementare strategie didattiche inclusive nelle proprie lezioni, date le poche risorse e il tempo a disposizione, come mette in evidenza anche questo studio svedese sulla didattica inclusiva. Ecco allora, alcune metodologie chiave per supportarti nel tuo lavoro e in quello di tutti i docenti.

Metodologie didattiche inclusive

Strategie didattiche inclusive: obiettivi e destinatari

La didattica inclusiva va a beneficio di tutti gli studenti, non soltanto quelli con DSA e BES, per i quali le strategie didattiche inclusive, inserite nel PEI e PDP, devono essere sempre prese in considerazione.

I docenti dovrebbero avere ben chiari gli obiettivi e i destinatari della didattica inclusiva per creare un clima scolastico che permetta a tutti gli alunni di sentirsi accettati, capiti e valorizzati.

I principali obiettivi della didattica inclusiva sono:

  • valorizzare stili di apprendimento differenti, sfruttando i punti di forza degli studenti
  • favorire la partecipazione dell’intera classe, rispetto alle tradizionali lezioni frontali
  • sviluppare l’autostima degli alunni e la fiducia nelle loro capacità
  • facilitare l’apprendimento, rendendolo interattivo e coinvolgente
  • mantenere alta la motivazione di ciascun alunno
  • creare opportunità di dialogo e collaborazione

Quindi, i destinatari della didattica inclusiva sono tutti gli studenti, con particolare attenzione a quelli con bisogni educativi speciali. Tuttavia, le strategie didattiche inclusive per DSA, come l’apprendimento cooperativo o l’uso di tecnologie didattiche, possono essere utili anche agli altri alunni. 

Strategie didattiche inclusive

Quali sono le strategie didattiche inclusive che favoriscono il rispetto della diversità e la comunicazione? Ecco un elenco non esaustivo di tecniche e strategie utili a garantire un apprendimento consapevole e responsabile nonché uno sviluppo armonico degli alunni:

  • apprendimento cooperativo o cooperative learning. Tra le strategie e metodologie didattiche inclusive, quella dell’apprendimento cooperativo è la più facile da implementare. Studiando insieme in piccoli gruppi, gli alunni ricordano meglio i concetti grazie all’interazione e sviluppano qualità come responsabilità, interdipendenza positiva e abilità sociali;
  • tutoring. Chiedere ad alcuni alunni di diventare tutor degli altri è una delle metodologie di sostegno che può favorire nuovi contatti sociali e l’apprendimento interattivo. Inoltre, è anche utile per l’alunno che svolge il ruolo di tutor, sia per memorizzare i concetti, sia per una sua maggiore responsabilizzazione ed educazione alla diversità;
  • problem solving. Trovare soluzioni a problemi attraverso conoscenze già acquisite, suscita l’interesse degli alunni e aumenta la loro autostima e fiducia nelle proprie capacità;
  • studio di caso. Consiste in una descrizione dettagliata di un problema reale che gli alunni devono identificare e posizionare, trovando delle modalità di approccio efficaci;
  • didattica laboratoriale. Questo metodo si basa sulla riproduzione pratica di un concetto teorico appreso in precedenza, che permette agli studenti di produrre qualcosa attraverso strategie già conosciute o apprese sul momento;
  • flipped classroom. Tecnica che prevede dei materiali multimediali su un tema che gli studenti consultano a casa per essere già preparati sull’argomento del giorno;
  • dibattito. Metodologia estremamente efficace per sviluppare competenze linguistiche, logiche e comportamentali utili per far parte della cittadinanza attiva;
  • processo a personaggi storici. Strategia simile a quella del dibattito, dove però si mette in atto un processo a un personaggio storico. Il metodo favorisce la comprensione logica degli eventi e l’espressione chiara e concisa del proprio punto di vista supportato dai fatti;
  • role playing. Una forma di esercitazione dove gli alunni svolgono per un tempo limitato il ruolo di attori davanti a un gruppo di spettatori. Questo metodo aiuta a comprendere meglio dinamiche sociali e punti di vista diversi dal proprio;
  • compiti di realtà. Strategia didattica inclusiva volta alla risoluzione di una situazione-problema simile bella vita reale, che offre l’occasione di esaminare i problemi da diverse prospettive teoriche e pratiche, preparando gli alunni alle interazioni sociali fuori dalla scuola, e che in più offre l’occasione di collaborare riflettendo sul proprio comportamento;
  • utilizzo di tecnologie. L’uso di tecnologie, come robotica educativa o software, facilitano l’apprendimento, aiutano gli alunni ad approcciarsi alle competenze tecnico-scientifiche in modo interattivo e a colmare il digital divide.

Come fare una lezione inclusiva

Come fare una lezione inclusiva è il dubbio di tanti docenti che vorrebbero far acquisire competenze essenziali per il benessere psicofisico degli alunni senza trascurare le conoscenze teorico-pratiche. 

Nello svolgimento della lezione l’insegnante dovrebbe gestire i seguenti aspetti:

  • comunicativi, esprimere il messaggio in modo chiaro e usare più codici comunicativi attraverso mappe concettuali, video, tabelle, immagini;
  • cognitivi, attivare i processi cognitivi negli studenti adattando il contenuto a carichi di difficoltà diversi e guidando un cambiamento consapevole nella loro mente;
  • gestionali, controllo della classe attraverso la comunicazione di regole chiare e condivise e gestione dei feedback;
  • partecipativi, garantire la partecipazione di tutti contenendo il calo di attenzione e motivazione.

Le risorse che l’insegnante può utilizzare durante una lezione inclusiva sono molteplici, dall’interazione con i compagni di classe, all’adattamento del proprio stile comunicativo e dei materiali rispetto ai diversi livelli di abilità e stili cognitivi presenti in classe.

L’elenco delle strategie didattiche inclusive può essere utile per strutturare le proprie lezioni in modo da incoraggiare la partecipazione di tutti gli studenti. 

Ecco un esempio di lezione inclusiva:

  • l’apprendimento è più efficace se gli alunni sanno che cosa si apprenderà e con quali modalità. Ecco perché all’inizio di ogni lezione è buona prassi attivare le conoscenze apprese dalle lezioni precedenti;
  • il brainstorming e strumenti come mappe concettuali possono essere utili per condividere con gli alunni gli obiettivi della lezione e le modalità di apprendimento;
  • variare azioni e contenuti per permettere a tutti i tipi di intelligenze di connettersi con il tema della lezione e a mantenere alta la motivazione della classe;
  • fare spesso la sintesi dei contenuti e controllare che tutti abbiano li abbiano compresi;
  • ripetere spesso i concetti più importanti, supportati da schemi, diagrammi, tabelle, video, ecc.
  • seguire strategie di apprendimento cooperativo in modo che gli alunni con BES e DSA possano imparare dai loro compagni che assumono il ruolo di mediatori o tutor;
  • fornire la lezione registrata per poterla riascoltare e altri materiali multimediali come approfondimento.

Hai ancora domande riguardo le strategie didattiche inclusive da adottare in classe?

Rivolgiti al centro di educazione e sostegno allo studio di Sassari, Gli improbabili, punto di riferimento per tutto il Nord Sardegna per le problematiche di apprendimento, le lacune formative, l’aspetto motivazionale connesso allo studio, la formazione di docenti e genitori. Anche online e a distanza.

Immagine in evidenza di Max Fischer da Pexels

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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