Come insegnare a un bambino dislessico a studiare: i consigli

come insegnare a un bambino dislessico a studiare

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Fortunatamente la sensibilità e l’attenzione verso i bambini con DSA nella scuola primaria stanno crescendo. Per questo motivo, sempre più insegnanti e genitori si chiedono come aiutare un bambino dislessico a studiare.

Per evitare la frustrazione degli studenti dislessici e garantirgli un processo di apprendimento efficace è fondamentale la collaborazione tra scuola e famiglia.

Ecco tanti consigli per facilitare l’apprendimento in un bambino dislessico.

Come aiutare un bambino dislessico a studiare

Come aiutare un bambino dislessico a studiare

Cos’è la dislessia? Un disturbo specifico dell’apprendimento, DSA, che si manifesta nella difficoltà di decodificare un testo. Oggi, si è abbastanza concordi nel considerare indicatori di DSA le difficoltà comunicative linguistiche, motorio-prassiche, ma anche uditive e visuo-spaziali.

La dislessia non è una malattia. L’obiettivo della scuola e della famiglia nell’interazione con un bambino dislessico deve essere quello di permettergli di acquisire le strategie necessarie per apprendere in maniera efficace.

Ecco alcuni consigli per genitori e insegnanti per semplificare lo studio ad un bambino dislessico:

  1. organizzare un ambiente di studio adatto. Una delle maggiori difficoltà dei bambini dislessici è la concentrazione. L’ambiente di studio sia a casa che a scuola deve essere ben organizzato e senza distrazioni. Una buona prassi è che la postazione del bambino con DSA sia lontana dalla finestra e in una zona neutra, cioè lontana da giocattoli e televisione;
  2. pianificare i compiti. Lo studio diventa più agevole per un bambino dislessico se partecipa alla sua organizzazione per punti e alla definizione degli obiettivi da raggiungere. Con la giusta motivazione, i compiti diventeranno un gioco che porterà alla realizzazione personale e al miglioramento dell’autostima del bambino. Suggeriamo di iniziare con i compiti più difficili, quando la mente è ancora fresca. Occorre pianificare anche le pause, per evitare il sovraccarico mentale;
  3. facilitare la lettura. Anche un bambino dislessico si può appassionare alla lettura se le condizioni sono favorevoli. Il genitore può leggere al posto del bambino oppure usare i supporti tecnologici che vedremo in dettaglio più avanti;
  4. stimolare la curiosità. Se il bambino dimostra di essere interessato a qualche argomento, l’adulto dovrebbe aiutarlo ad approfondirlo. Studiare ciò che ci piace è più divertente, questo vale anche per i bambini con DSA. Per esempio, se troverà una storia coinvolgente sarà più interessato a leggerla. Una volta individuato il genere di libri che piacciono al bambino, il genitore o l’insegnante può proporre di leggerli insieme, oppure di usare audiolibri o la tecnologia text-to-speech;
  5. valorizzare i successi. In molti casi l’esperienza di apprendimento tende a diventare frustrante per i bambini dislessici, soprattutto quando gli adulti si concentrano sulle cose che non vanno ed enfatizzano le loro difficoltà. Una buona prassi per dislessici è quella di valorizzare i loro successi, anche quando sono appena percettibili, per mantenere alta motivazione e autostima;
  6. sviluppare la concentrazione. Come abbiamo visto, eliminare le distrazioni è fondamentale per facilitare l’apprendimento dei bambini con DSA. L’aiuto compiti e il metodo di studio per bambini dislessici può rivelarsi più complesso del previsto, ecco perché è importante stimolare l’apprendimento attraverso la creatività, la manualità, le tecniche di memorizzazione per dislessici, come tabelline o disegni di concetti che vanno ripetuti insieme.

Metodo di studio per un bambino dislessico

La legge 170/2010 incoraggia l’uso di strumenti compensativi per garantire l’autonomia dello studente con DSA. Infatti, un bambino dislessico affronterà il processo di apprendimento al meglio grazie agli strumenti compensativi, che non rappresentano una facilitazione o un vantaggio.

Ecco quali sono gli strumenti compensativi più utili per insegnare a studiare ai bambini dislessici:

  • supporti tecnologici. Si possono usare computer e tablet con la funzione text-to-speech per sostenere o sostituire la lettura visiva. Può essere utile anche un registratore digitale per riascoltare le lezioni a casa, oppure i video, efficaci soprattutto nella didattica a distanza;
  • schede per bambini dislessici. Sono degli strumenti che coniugano immagine e testo, potenziando le capacità mnemoniche dei ragazzi con DSA attraverso il gioco. Possono essere usate per insegnare le tabelline al bambino dislessico oppure per l’apprendimento delle lingue straniere;
  • organizzatori grafici. Associare ciò che si legge ad un’immagine mentale è un metodo di studio molto usato per i bambini con DSA. Qui possono venire in aiuto le mappe concettuali, meglio se arricchite di immagini, su carta come post-it, quaderni ad anelli, portalistini, schede e anche su supporti tecnologici utili per questo scopo;
  • ripetizione dilazionata. Questa tecnica può sembrare controintuitiva, eppure per stimolare la memoria a lungo termine è utile ripetere poche volte su tempi più lunghi, piuttosto che lo stesso giorno che si è appreso il concetto. Questo metodo è efficace per storia, scienze, lingue straniere e in generale per tutto ciò che non può essere ricordato grazie al ragionamento;
  • LibroAID. Un servizio che consente ai ragazzi con diagnosi DSA o certificazione 104/92 di richiedere i testi scolastici in formato PDF, che può essere facilmente convertito in text-to-speech.

Con questi metodi e consigli, aiutare un bambino dislessico a studiare sarà più semplice.

Se hai ancora dubbi o se hai bisogno di chiarimenti, rivolgiti al centro di educazione e sostegno allo studio di Sassari, Gli improbabili, punto di riferimento per tutto il Nord Sardegna per le problematiche di apprendimento, le lacune formative, l’aspetto motivazionale connesso allo studio, la formazione di docenti e genitori. Anche online e a distanza.

Immagine in evidenza di Pixabay da Pexels

Nadia Plamadeala

Nadia Plamadeala

La comunicazione non è solo il mio lavoro. È il mio mondo. Sono mediatrice interculturale, social media manager, copywriter e brand reputation manager nel settore hospitality. Inoltre, collaboro come giornalista per testate che parlano di intercultura. Le 6 lingue che parlo fluentemente mi danno una grossa mano a spaziare tra temi, settori e interessi degli utenti globali del web.

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