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Biologia e chimica: quanto devo approfondire lo studio per il test di ammissione?

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Se ti stai chiedendo dove studiare, se sei in perenne dubbio se abbandonare il libro del liceo per qualcosa di migliore, questo è l’articolo che fa per te. 

Libri del liceo o testi universitari?

Sebbene il programma ministeriale del test di ammissione a Medicina sia già abbastanza ricco di argomenti da imparare e metabolizzare, c’è sempre chi coraggiosamente decide di abbandonare i cari vecchi libri del liceo e, pur di sentirsi un po’ più universitario, affida la propria preparazione ai più noti manuali accademici.
Non ti nego che sarebbe utile conoscere ogni pagina de “i principi di biochimica di Lehninger” e dell’ “Alberts”! Non solo ai fini del superamento del test di medicina, quanto per vivere una vita consapevole di ogni meccanismo biochimico e biologico che ci circonda e ci compone.

Per te, studente diligente e curioso del mondo, ho due notizie.
Una buona e una cattiva, ovviamente.
Decidi quale delle due è quella cattiva, io me ne lavo le mani.
1. Per guadagnare l’ammissione non ti serve affatto conoscere ogni sfaccettatura della materia che stai studiando;
2- Una volta all’università avrai tutto il tempo e il materiale per approfondire tutto ciò che desideri!

Sempre un occhio alle prove ufficiali del test

Ma allora, quanto nello specifico è necessario spingersi nello studio della chimica e della biologia?
Inutile prenderci in giro, il Miur ti dice proprio tutto. Non solo fornisce un elenco degli argomenti che devi trattare nel bando, ma ti mostra concretamente come poi quegli argomenti saranno resi domande. Ti fornisce, ogni anno, degli esempi pratici di quiz a cui fare riferimento da cui estrapolare il grado di approfondimento richiesto per superare la prova.
A cosa mi riferisco? Alle prove ministeriali del test degli anni passati. Tutte queste sono disponibili sul sito web del ministero e devi assolutamente confrontarti con i quiz che il Miur stesso ha creato. Ecco la prova del 2015, dacci uno sguardo.

Non complicarti la vita da solo: impara ad affrontare la semplicità

Mi capita quotidianamente di pubblicare sui social network esempi di quesiti del test e quello che noto con sempre più soddisfazione è quanto voi aspiranti studenti di medicina diventiate ogni anno più preparati ed agguerriti. Di fronte ad un quesito complesso, paradossalmente, sono in pochi a farsi confondere e la maggior parte di voi risponde correttamente. “Bene!” Mi viene da pensare subito. Tuttavia, quando il giorno successivo scrivo un quesito più facilmente risolvibile (e dunque molto più simile a quelli del test), avviene l’inimmaginabile. È davvero facile confondere con domande semplici chi sta cercando di prepararsi oltre il necessario, spesso in maniera errata.
Ma perchè questo accade?
La spiegazione secondo me più probabile risiede proprio nel libro di testo che scegli di adottare.

Se io dovessi consigliarti, in tutta onestà, il miglior libro per prepararti al test, ti direi di aprire lo zaino e tirare fuori i tuoi manuali di chimica e biologia che hai sfruttato in tutti questi anni di liceo, per poi in un secondo tempo chiarire dubbi e curiosità su altri testi. Dopotutto sono stati tuoi amici, li conosci bene e sai dove trovare ogni informazione di cui hai bisogno.

Ciò che temo venga dimenticato è che il test di ammissione sia pensato per essere rivolto ai ragazzi dell’ultimo anno di scuola superiore e, con un occhio al programma ministeriale del test, ti accorgerai che non vi è nemmeno un argomento di cui il tuo libro non è a conoscenza.
Ma questo non è il motivo principale per cui ti consiglio questo tipo di organizzazione.
Mentre ero io, al posto tuo, a cercare di capire come muovermi cercando consigli (che poco spesso trovavo), mi sono fatto un’idea che ancora oggi faccio fatica ad abbandonare. Per il test di ammissione “più sai, più sbagli”.
Questa è un’affermazione da prendere con le pinze, mi raccomando, ma ciò che vorrei ti restasse è il significato che io gli attribuisco. Spesso per il test è necessario conoscere solo un aspetto di un argomento (che può essere di genetica, per esempio) troppo spesso non è utile studiare la materia da un testo universitario, può anzi diventare fuorviante!
Vediamo perché.

studiare per il test di ammissione

Tesi discordanti: aiuto, qual è quella giusta?

Capita spesso, consultando diversi manuali anche tra i più autorevoli, di carpire delle discordanze su alcuni argomenti ed è facile non raccapezzarsi, perdere del tempo prezioso e fare una gran confusione.
Ti faccio un esempio: sai quante molecole di ATP vengono generate dalla fosforilazione ossidativa? Tipica domanda che al test metterebbe in crisi tanti candidati semplicemente perché diversi libri propongono soluzioni differenti, da 34 a 38. (38, ricorda, 38).
La verità è che nessun libo sbaglia, ma calcola questo numero a partire da ragionamenti diversi, tutti validi e con lo stesso significato. Succede questo per tanti, tanti argomenti e spesso ricevo domande di ragazzi disperati in cerca di certezze.
A te dico questo: fidati del tuo libro. Comprendi tutti i ragionamenti che ti propone e non potrai sbagliare. Se poi hai bisogno di una dritta particolare, chiedilo pure a me!

Per l’ammissione, assicurati di possedere le basi

Questo titoletto (che potrebbe benissimo essere l’affermazione di una DNA polimerasi in difficoltà) esprime forse il concetto più vero che vorrei portassi a casa.
Solo un libro pensato per te, come quello che usi a scuola (o che viene scritto appositamente per la preparazione al test) conosce quali sono i presupposti su cui poter ragionare mentre spiega un argomento.
Mi spiego meglio: un libro universitario è pensato per rivolgersi a studenti già ammessi, che hanno metabolizzato le basi necessarie alla sua reale comprensione. La stessa cosa vale per il tuo libro, che sa abbastanza bene come parlarti. Studiare da un libro universitario, a questo punto, diventa rischioso. Ti basta non comprendere un passaggio, un concetto fondamentale da conoscere magari omesso dal testo e tutto il tuo impegno per digerire quelle pagine potrebbe rivelarsi controproducente.

Se non hai le basi giuste, approfondire sarà solo illusorio. Parti dai temi fondamentali e poi, quando avrai tutte le basi, inizia ad approfondire. 

Spero proprio di averti convinto e ora non ci resta che tornare a studiare! Se questo articolo ti è stato utile condividilo sui social così che anche i tuoi colleghi possano leggerlo.
Non esitare di farmi presente i tuoi dubbi e mi impegnerò per aiutarti.
Ultima domanda: hai già scaricato la guida gratuita di Wau pensata per aiutarti nel percorso di preparazione?


Enrico Armiento

Enrico ArmientoHo 19 anni e da altrettanti il mondo mi incuriosisce. Suono la chitarra e, quando ho tempo, studio Medicina.
Dicono che io sia bello, intelligente, simpatico… chi sono io per dissentire? Dopotutto sono WAU.

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